Zucchero a Verona: un lungo tour e grandi progetti in cantiere

Zucchero a Verona: un lungo tour e grandi progetti in cantiere

Il concerto di giovedì 2 maggio è finito da nemmeno un’ora, e quando Zucchero ci raggiunge al ristorante è (comprensibilmente) soddisfatto: ha appena concluso fra gli applausi il suo terzo sold out consecutivo all’Arena di Verona, e anche lo spettacolo di stasera è andato benissimo, a dispetto della pioggia che l’ha accompagnato nei primi tre quarti d’ora, e che gli ha offerto l’opportunità per una sapida gag (un “rito voodoo” per far smettere di piovere a base di scongiuri, diciamo così, tipicamente maschili) che ha fatto da goliardico contraltare al romanticissimo sventolare di 12.000 rose bianche, offerte agli spettatori per accompagnare le parole del testo di “Guantanamera” (12.000 rose a sera per tre sere fanno 36.000 rose bianche…). 28 le canzoni del concerto, che è la trasposizione live del recente “La sesiòn cubana”, album persino più fortunato, per vendite e risultati, di quanto Sugar si aspettasse: non era poi così prevedibile che una canzone popolare cubana della metà dell’Ottocento ampiamente consunta dall’uso - appunto “Guantanamera”, primo singolo dell’album - potesse essere rivitalizzata così efficacemente. Del resto, il successo del disco è alla base dell’ottimo andamento del tour che da Verona è partito e che dal 5 maggio continuerà con 23 date fra Svizzera, Austria, Francia, Olanda, Irlanda, Inghilterra (Royal Albert Hall di Londra, il 22 maggio), Belgio, Germania, Lussemburgo, per ripassare dall’Italia il 10 giugno a Genova, l’11 a Bologna, compiere un’altra escursione all’estero (Polonia, Estonia, Lituania, Slovacchia), rientrare in Italia dal 24 giugno (Mediolanum Forum di Assago, poi Torino, Firenze, Padova, Rimini, Ancona, Bolzano, toccare ancora Austria e Francia fino al 16 luglio, e concludersi a fine luglio in Italia (ultima data fissata: 28 luglio al Teatro Antico di Taormina). “Ma questo calendario è in divenire” spiega Ferdinando Salzano di F&P, “ci sono altre richieste e stiamo cercando locations inusuali e suggestive, come ad esempio la Loggia di Caserta e un luogo particolare a Roma, per il quale spero di fare una bella sorpresa a Zucchero”. “Magari Piazza San Pietro!” butta là uno dei giornalisti presenti – ipotesi “suggestiva” sì, ma forse inadatta a certe canzoni di Zucchero incluse nella scaletta dei concerti di questo “World Tour” che si muove con 10 TIR, 100 persone al seguito, 5 sleeping bus e una band di 16 persone – fra cui una decina di musicisti e coriste cubani. “Certo, il calendario è molto stretto e si suona quasi tutte le sere” osserva Zucchero: “praticamente dormo e suono, suono e dormo; ma questo è un tour costoso, e bisogna ottimizzare. Del resto dallo ‘sfizio’ cubano è nato un progetto, il disco è andato molto meglio del previsto e abbiamo pensato che valesse la pena battere il ferro”.
Racconta con entusiasmo dei concerti tenuti a Tahiti e in Nuova Caledonia (“Andarci è stata una follìa, e per dare un po’ di senso al viaggio ci abbiamo attaccato anche l’Australia. Ma siccome ho il privilegio di poter andare a suonare dove voglio senza dover badare troppo al business, voglio toccare ancora altri posti dove non sono mai stato prima. Cerco la sfida, il challenge.”) e si accalora spiegando che sta organizzando per ottobre dei concerti in Patagonia e in Argentina (“Per la scaletta mi farò consigliare da Flaco, il chitarrista di Francesco Guccini” dice - magari potrebbe anche portarselo in tour, non lo dice lui ma glielo suggerisco io), e più avanti anche in Giappone. Ma il progetto che lo appassiona di più è un viaggio metà vacanza, metà lavoro che è in via di pianificazione per il tardo inverno del 2014: “Due mesi di viaggio negli USA, coast to coast, con moglie e figlio e quattro musicisti al seguito; andremo in giro con uno sleeping bus, e l’idea è di fare una quarantina di serate in giro per gli States alternandole con session di registrazione negli studi locali con musicisti del posto”. Zucchero si ripromette di cantare, negli Stati Uniti, solo canzoni in italiano (“Farò forse solo ‘Everybody's got to learn sometime’ dei Korgis, che è la versione originale di ‘Indaco dagli occhi del cielo’”) e nutre aspettative specialmente dalla tappa di Nashville: non sarebbe infondato aspettarsi da lui un album country&western, che potrebbe essere il suo prossimo “sfizio” dopo quello cubano. Fin qui le informazioni.
Poi, come sempre, l’atmosfera conviviale, il cibo, il vino e la stanchezza hanno trasformato l’intervista in una chiacchierata a ruota libera, in cui si è parlato di fatti privati (“‘With or without you’ degli U2 è stata la colonna sonora della separazione dalla mia prima moglie, ed è per questo che la ripropongo dal vivo in questo tour”) e fatti pubblici (ma siccome Rockol evita la politica non riferiremo nel dettaglio – lo faranno, c’è da scommetterci, i quotidiani che leggerete sabato 4 maggio; riporto solo uno sconsolato “Fra i politici non ce n’è più nessuno che abbia carisma”), canzoni italiane celebri (“Posso dirlo? ‘Volare’ ha un po’ rotto il cazzo, con tutto il rispetto per Modugno. All’estero siamo pizza, mandolini, spaghetti, mafia e ‘Volare’… possibile che in più di cinquant’anni non ci sia stata un’altra canzone con la quale identificare l’Italia? Ma allora piuttosto ‘Va’ pensiero’...”) e talent show (“I vocal coach devono morire! A ‘The Voice of Italy” tengo d’occhio Veronica De Simone, che fra l’altro è di Massa Carrara”). Si chiude con grandi rimpianti (“Non aver fatto mai niente con Fabrizio De André”) e grandi speranze (“Duettare con Tom Waits, Bob Dylan e Keith Richards”). “E pensare che da ragazzo il mio sogno più grande era diventare il fonico dei Nomadi!”. (fz)

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
20 nov
Zucchero in concerto
Ospite di: ANDREA GRIMINELLI
Scopri tutte le date

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.