The Observer 2013: l'intervista a Le Case Del Futuro e la recensione de Il Buio

The Observer 2013: l'intervista a Le Case Del Futuro e la recensione de Il Buio

Come ogni settimana, prosegue l’appuntamento del venerdì con Rockol The Observer: da oggi, infatti, sono on line l’intervista a Le Case del Futuro e la recensione del nuovo album deIl Buio.

Le Case Del Futuro sono una band pop / shoegaze di Brescia composta da Nicolò Brattoli, Greg Dalla Voce e Alessio Lonati. Il nuovo EP intitolato “Neve”, pubblicato ad un anno di distanza dal disco d’esordio “Lucertole”, si presenta stilisticamente affine a quanto fin qui prodotto. Quattro i pezzi in scaletta: la bella title- track, anticipata da “Come volevi vivere”, l’episodio più “punk” del lotto, dalla cover di “Tungsteno”, brano dei mai dimenticati Scisma, e da “L'ultima”, brano di chiusura di “Lucertole”, manipolata attraverso suggestioni noise e loop elettronici, dalla mano - particolarmente ispirata - di Luca Giovanardi dei Julie's Haircut aka Silent Panda / Deadly Panda: “E’ il remix psichedelico del primo pezzo psichedelico che abbiamo registrato, una parte fondamentale di noi che doveva esserci anche in ‘Neve’” hanno raccontato Le Case Del Futuro a Rockol “Non sappiamo ancora come ci sia riuscito ma solo lui avrebbe potuto farlo. Le voci fluttuano su tappeti di effetti e percussioni, l'ha reso il trip ideale per chiudere l'Ep”.

La recensione della settimana per The Observer è invece quella di “L’oceano quieto”, album d’esordio de Il Buio.
Il Buio è una band punk originaria di Thiene, Vicenza, formata nel 2009 da ex membri di band quali La Piovra, A New Silent Corporation, Radio Riot Right Now e Speedjackers. Alla base del progetto l'esigenza di mescolare un background musicale ben preciso (dagli At The Drive In ai Beatles, dai Drive Like Jehu, Fugazi e Nation Of Ulysses ai Creedence Clearwater Revival e Captain Beyond), dargli una forma ed un'interpretazione personale in una miscela di arpeggi dal suono crunch, di hardcore, di psichedelia di stampo 70's.
Ad inizio del 2010 registrano un pugno di canzoni all'Hate Studio di Vicenza con Maurizio Baggio, pubblicate poi su un LP 12” stampato in tiratura di 300 copie numerate a mano, a dicembre 2011 un nuovissimo 7” contenente due pezzi, “Via dalla realtà, 7” (la titletrack) e “Inno generazionale di noi sfigati”, cover di Caso, registrato con Mojomatt Bordin (Mojomatics, Squadra Omega). Nel luglio 2012 Il Buio torna all’Outside Inside Studio per registrare il primo full lenght, mantenendo “Mojomatt” Bordin come produttore: “L’oceano quieto” parte proprio da qui.

Continuate a seguire The Observer, la nostra rubrica dedicata alla musica emergente, per scoprire di quali altri artisti parleremo nelle prossime settimane.

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