Primo Maggio 2013, report: le esibizioni dei Finalisti del 1MFestival

Primo Maggio 2013, report: le esibizioni dei Finalisti del 1MFestival

Dopo un inizio leggermente imbarazzato (la stand-up comedy della pur brava Cucciari sul palco del Primo Maggio non scivola via molto fluida), arriva l'attore capitolino Aprea a scaldare il pubblico. Si porta la serie "Boris" ancora attaccata alla pelle, ma convince col suo monologo (anche se forse troppo "romano" come riferimenti), che come colonna sonora ha il mitico pezzo di Morricone che usano i Metallica per aprire i loro concerti da sempre.

Parte, puntuale, il segmento dedicato ai gruppi finalisti del 1MFestival. I primi sono i Crifiu; si presentano con un "Buonpomeriggio Roma, ciao belli ciao belle!", e attaccano con il loro pop rock al sapore etnico, con tinte reggae - tipico da Primo Maggio. Il pubblico nelle prime battute segue più il braccio panoramico con telecamera Rai che non il gruppo - del resto tutti devono salutare a casa, come la tradizione impone. Bravi i Crifiu, anche se un po' troppo standard.

Seguono gli Aeguana Way (che partono con un bizzarro saluto: "Ciao esseri umani!"), prima band lucana sul palco del Primo Maggio. C'è qualche problema tecnico: ci sono tre chitarre e se ne sente a malapena una, la voce è bassa. Un imperioso basso Rickenbacker, invece, è sparatissimo. Il loro grunge rock tirato e tipico scivola via veloce, anche se il sound è decisamente poco compatto.

Gli Almamediteranea, dalla Sardegna, riportano le sonorità su binari pop rock contaminato e vagamente etnico (ancora: tipico da Primo Maggio). La band è carica e la piazza accenna qualche reazione più sensibile, dopo un inizio freddino; il secondo brano è davvero uno standard da Manuale delle Giovani Marmotte, tra il balcanico, il tradizionale salentino e il folk da compilation "alternativa" del 1995. Che Elio pensasse a loro quando ha scritto "Complesso del Primo Maggio"?.

E' il momento de Le Metamorfosi, con un pop-rock soft che non morde. Qualche lieve problema di intonazione - sicuramente dovuto all'acustica del palco; belle le divise da camerieri e stewart di hotel di lusso dopo una notte di bagordi a Las Vegas.

Gli Honeybird & the Birdies sono intriganti nella proposta (folk, punk, pop psichedelico e tropicalista, stralunato e dalle sonorità non allineate), ma penalizzati dal sound debole e confuso in uscita, che rende il tutto disgiunto e - tragicamente - poco ascoltabile.

Chiudono i Toromeccanica, con un pop rock molto dance (il basso martella come fossimo allo Studio 54), dalle aspirazioni ironiche (divertente il "Simulate entusiasmo!" con cui il cantante incita il pubblico). Il sound migliora molto, risultando compatto in uscita: la band suona cristallina e senza sbavature, ma non lascia il segno.

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