Dargen D'Amico, 'Vivere aiuta a non morire': 'Un invito alla leggerezza'

Dargen D'Amico, 'Vivere aiuta a non morire': 'Un invito alla leggerezza'

E' un vero e proprio cambio di rotta quello che Dargen D'Amico ha deciso di affrontare con il suo nuovo disco di inediti, battezzato "Vivere aiuta a non morire". In uscita domani, martedì 30 aprile, l'album arriva a un anno di distanza da "Nostalgia istantanea", le due tracce lunghe venti minuti ciascuna pubblicate in formato vinile e che l'artista milanese ha descritto come "due flussi di coscienza". Con il nuovo e quinto capitolo discografico, Dargen cambia volto e inclinazione, invitando alla leggerezza: "A uno stile di vita che si ispira ai pianeti, che rimangono sempre in orbita nonostante la pesantezza. 'In Vivere aiuta a non morire' parlo della dignità umana per lo più per difetto, mettendo in evidenza quelle situazioni del quotidiano in cui spesso questa manca. L'idea era quella di scostarmi del tutto dal disco precedente. E' nato per incuriosire gli altri e soprattutto me stesso. Per divertirmi e ammazzare il tempo", ci ha spiegato lui quando lo abbiamo raggiunto per telefono.

Con il suo stile in bilico tra rap e pop, tra pezzi dal puro sound electro dance a brani in cui rasenta il recitato, Dargen ha realizzato un album eclettico e "sclerotico. Ma il metodo con cui scrivo i pezzi rimane sempre lo stesso. Parto da un'immagine e lasci che si fossilizzi e poi comincio a descriverlo nei vari dettagli e particolari. Aggiungendo strofe e ritornelli creo più che altro dei cortometraggi" e per farlo, il rapper milanese ha potuto avvalersi della collaborazione di numerosi artisti italiani, ai quali ha chiesto di presenziare al disco: J-Ax in "L'amore a modo mio", Max Pezzali in "Due come noi", Enrico Ruggeri in "E' già" e i Perturbazione hanno dato il loro contributo; e ancora Two Fingerz, Adrea Nardinocchi e Fedez: "Ho conosciuto tutti gli artisti per lo più in ambito lavorativo. Sono partito da delle idee che avevo in mente e che, man mano che si concretizzavano, mi sembrano perfette per l'uno o per l'altro. Mi sono rivolto a loro perché sono musicisti che stimo molto per quello che fanno. Molto candidamente ho proposto a questi artisti di partecipare e, altrettanto candidamente, tutti mi hanno risposto accettando. Ho ricevuto solo due rifiuti, ma gli altri hanno dato il loro consenso subito ed è stato molto facile e credo che si senta. Per esempio con Ruggeri, eravamo negli stessi studi di registrazione e io avevo già collaborato con Andrea Mirò, la sua compagna, e gli ho mandato il pezzo. Lui è arrivato in studio, lo abbiamo registrato ed è stata buona la prima. E' un professionista, ha capito subito che cosa volevo e il fatto che un grande come lui abbia per la prima volta prestato la sua voce a un brano rap significa molto. Significa che finalmente anche questo genere è stato riconosciuto e che è entrato a far parte del repertorio della cultura musicale italiana".

Un riconoscimento che, secondo Dargen, non ha nulla a che vedere con i recenti avvicendamenti del Primo Maggio che hanno coinvolto Fabri Fibra: "E' stata una mossa ingenua e allo stesso tempo interessante. Innanzi tutto ha potuto regalare un bel po' di visibilità a uno che ama la pubblicità senza che nemmeno fargli prendere la macchina e andare fino a Roma. E' stata una decisione presa dai sindacati e non dagli addetti ai lavori del mondo musicale. E' stata comunque una scelta sbagliata perché avrebbe potuto dare vita a un dibattito di certo edificante".

"Vivere aiuta a non morire" - che verrà pubblicato anche in edizione limitata, contenente due bonus track e la nuova linea di occhiali da sole ideati dallo stesso Dargen - sarà presto presentato dal vivo, con una serie di live che partiranno nel mese di maggio: "Sarà uno spettacolo particolare, diviso in due diverse situazioni. Ci sarà un dj set anche con le canzoni di altri artisti e una parte incentrata sul live vero e proprio. Vorrei anche realizzare un mini tour nei teatri. Speriamo di poterlo fare. Vedremo...".

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