Universal, operazione-trasparenza nei riguardi degli artisti

E due. Universal Music, la casa discografica più potente al mondo, segue l'esempio di BMG (vedi News) e decide di semplificare i metodi di conteggio delle royalties versate agli artisti, aprendo al tempo stesso il suo database e i suoi archivi ai diretti interessati.
La notizia, ancora ufficiosa, è stata lanciata in anteprima dal sito americano HITS Dailydouble, che è venuto in possesso di un “memo” interno diffuso dall'ufficio royalty della multinazionale. Dal documento risulta che la casa discografica è cosciente dell'esistenza di un problema nel modo in cui l'industria musicale viene attualmente percepita dalla comunità artistica e che è sua intenzione adottare nuove misure, sia per migliorare i rapporti con i propri artisti che per venire incontro alle richieste di trasparenza invocate da alcuni legislatori americani nel corso di recenti pubbliche udienze sull'argomento (vedi News). In concreto, Universal ha deciso di raddoppiare lo staff di auditors che avranno accesso ai suoi documenti aziendali, di rivelare per la prima volta le cifre sul numero di dischi effettivamente stampati presso i centri di produzione, di allestire degli workshops destinati ad aggiornare gli artisti e i loro rappresentanti legali sulla complessa materia delle royalty e di dare possibilità agli stessi di copiare documenti, farli circolare al di fuori degli uffici Universal e di effettuare controlli ogni volta che lo desiderino anche se i loro contratti originali non lo prevedono. La casa discografica promette anche di migliorare i suoi metodi di rendicontazione, ammettendo che l'errore è sempre possibile quando si tratta di elaborare oltre 80 mila certificazioni di royalty ogni anno, alcune delle quali si riferiscono a contratti vecchi di decenni.
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