Alice In Chains, invettiva contro il Web: 'Problema per la nuova generazione'

Alice In Chains, invettiva contro il Web: 'Problema per la nuova generazione'

C'è a chi non piace il Web ma usa senza problemi Twitter, c'è chi - di contro - apprezza le potenzialità della Rete ma trova il microblogging (specie se compulsivo) molesto. C'è poi chi, proprio, non supporta niente di tutto questo. E' il caso degli Alice in Chains, che nel corso di una lunga intervista rilasciata (non a caso, verrebbe da dire) a Classic Rock non hanno usato mezzi termini per esprimere tutto il loro disappunto nei confronti della moderna realtà digitale.

"Non mi piace niente di quella roba: e quello che mi infastidisce di più è che oggi come oggi qualsiasi cosa tu faccia vale meno di niente. E' come se tutto fosse diventato un grande gioco", ha tagliato corto il chitarrista e principale compositore Jerry Cantrell. Che ha poi precisato, a proposito del file sharing: "Adesso qualcuno prende una cosa nella quale tu hai messo l'anima, e per realizzare la quale hai investito tempo, fatica e denaro, e decide che non vale niente. Secondo me è una cazzata: non posso andare in un distributore di benzina e fare il pieno gratis, perché sicuramente finirei in prigione. Eppure per qualcuno prendere gratuitamente senza il mio consenso quello che faccio è una cosa giusta".

"E' una vergogna, perché là fuori adesso potrebbe esserci un dodicenne con tutte le carte in regola per essere il nuovo Kurt Cobain ma che non potrà mai combinare nulla, perché nessuno sarà più disposto ad investire in un business che non frutti denaro", ha aggiunto il bassista Mike Inez: "Ho paura per le nuove generazioni: che forma di sostentamento avrà l'arte?".

"E adesso pare vada bene a tutti che la musica sia diventata questo piccolo file, che tra l'altro non suona nemmeno bene", ha proseguito Cantrell: "Adesso alla gente va bene andare a un concerto e vedere qualcuno su un palco che mima le sua strameledette canzoni. Loro non vogliono qualcosa di vero, non vogliono una nota stonata, non vogliono vedere qualcuno che salga su un palco a suonare dal vivo delle proprie canzoni: loro vogliono solo qualcuno che sappia fare qualche cazzo di passo di danza".

Poi, da parte del batterista Sean Kinney, uno sfogo su Twitter, mezzo che oggi - nel mondo della musica e non solo - sembra dettare incontrovertibilmente le regole della comunicazione: "Una volta c'era una sorta di alone mistico che circondava le rock band. Adesso è tutto: 'Seguitemi su Twitter!'. Cosa? Non me ne frega un cazzo di sapere che panino stai mangiando mentre sei all'aeroporto, amico. Perché alla fine noi siamo persone come tutte le altre: il lavoro che facciamo non è più interessante di quello che fa chiunque altro".

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.