L'autore di 'Last shop standing': 'Tra 20 anni avremo ancora i negozi di dischi'

L'autore di 'Last shop standing': 'Tra 20 anni avremo ancora i negozi di dischi'

Graham Jones, autore del libro "Last shop standing" che ha ispirato l'omonima pellicola di Pip Piper scelta come film ufficiale del Record Store Day 2013, è convinto che i rivenditori tradizionali di dischi non abbiano la sorte segnata. "Ho fiducia che da qui a vent'anni avremo ancora dei negozi anche se ho scritto il libro perché pensavo che non ce ne sarebbero stati più", ha spiegato in un'intervista a Billboard.biz l'autore di Liverpool (che sabato, in occasione del RSD, sarà con Piper a Londra a rispondere alle domande del pubblico). Era il 2009 e da allora, sostiene Jones, "l'atmosfera è completamente cambiata. Mentre scrivevo, nel Regno Unito avevamo toccato il fondo e ci erano rimasti appena 269 negozi. Fare il film è stata un'ottima cosa perché i rivenditori indipendenti hanno riacquistato fiducia e ora sentono di rappresentare il futuro. Si rendono conto che ora sia il pubblico che i media si interessano alla loro sorte. Prima che arrivasse il Record Store Day le uniche notizie che si trovavano sui media riguardavano la chiusura di un altro negozio o di un'altra catena. Quando scrissi il libro, la maggior parte dei punti vendita aveva un ragionevole spazio dedicato ai vinili, ma in occasione della visita successiva era piuttosto evidente quanto quello spazio fosse aumentato. Non vedrete mai i supermercati esporre dischi in vinile accanto ai fagioli in scatola". "La cosa interessante", fa notare, "è che oggi molti negozi non tengono neppure in assortimento i dischi da Top 30. Per loro la classifica non significa più nulla".

Jones, che oggi vive a Hook (nello Hampshire, a circa un'ora da Londra), parla con profonda cognizione di causa: attivo da oltre 25 anni nel mondo della distribuzione discografica, è uno dei fondatori della Proper Records che pubblica nel Regno Unito i dischi di artisti come Nick Cave, Richard Thompson, Bonnie Raitt e Pet Shop Boys. Quando decise di mettersi davanti alla tastiera del computer, ricorda nell'intervista, pensava che "tutti i negozi avrebbero finito per chiudere. Viaggiai per il Paese e visitai 50 negozi. L'umore era depresso, tutti pensavano che il futuro fosse incerto e che le case discografiche non badassero alla loro sorte". "Tra il 2004 e il 2009", aggiunge Jones, "abbiamo perso 540 negozi indipendenti e tutte le catene meno una. E' interessante guardare oggi alla mappa dei rivenditori di dischi. Molti di loro sono proprietari dell'immobile in cui esercitano l'attività e nessuno sta in centro: sono tutti nella periferia più economica della città oppure in piccoli centri urbani dove non c'è concorrenza".

Il film "Last shop standing - The Rise, Fall and Rebirth of the Independent Record Store" contiene interviste a rivenditori e musicisti come Paul Weller, Billy Bragg e Johnny Marr. La pellicola sarà proiettata dopodomani al Teatro dal Verme di Milano, alla Cineteca di Bologna, al Pan di Napoli, all'Auditorium Flog di Firenze, al Brancaleone di Roma e all'Astoria di Torino.

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