MEI, edizione 2002: 'Venite a Faenza, a respirare aria buona'

Sono assolutamente concordi Giordano Sangiorgi (l'organizzatore del MEI), Domenico Liggeri, Stefano Senardi (boss della NuN), il leader degli Afterhours Manuel Agnelli e le altre personalità intervenute oggi, a Milano, nel corso della presentazione alla stampa dell'edizione 2002 del Meeting delle Etichette Indipendenti, in programma a Faenza il prossimo weekend (vedi News, PressKit): al MEI si respira aria buona. Buona per chi ancora crede nella musica indipendente ("L'unica che non patisce crisi, perché animata da passione", specifica Senardi), nonostante lo scarso appoggio delle istituzioni: "La FIMI, che rappresenta al 95 per cento etichette 'indie', si appresta a sbarcare in tv con gli Italian Music Awards senza aver tenuto in considerazione le esigenze del panorama alternativo italico", specifica Senardi: "Dopo le nostre pressioni, a rappresentare la musica indipendente sarà YuYu, che sicuramente è un simbolo di alcune realtà che si muovono al di fuori dell'ambito major, ma che certamente non rappresenta la musica che esce 'dalle cantine'. Senza contare che, economicamente parlando, le amministrazioni - locali e non - contribuiscono per un 10/15 per cento alle spese organizzative". "E' proprio la musica che viene 'dal basso', oggi, a poter essere ancora considerata cultura", ribatte Manuel Agnelli, direttore artistico del Tora! Tora! Festival, fondamentale vetrina per band e artisti indipendenti: "Lo Stato, oggi come oggi, non contribuisce certo a fare emergere certe realtà: basti pensare che band validissime, come ad esempio i Volwo, non hanno potuto partecipare ad alcune date del festival che dirigo perché non iscritte all'Enpals". "Si tratta di ripartire dalla scena 'indie' per convincere le nuove generazioni che la musica, se valida, 'merita' di essere comprata", commenta Stefano Senardi, che ben conosce la relazione tra musica e mercato. "Non è arrestando un senegalese che vende CD pirata che si risolve la crisi del disco: è equiparando il CD ad un bene culturale, imponendo l'IVA al 4 per cento, che la situazione può migliorare", gli fa eco Sangiorgi. "Ma anche adottando una mentalità più dinamica e imprenditoriale, uscendo dal ghetto entro il quale, troppo spesso, artisti ed etichette indipendenti si autoconfinano", ammette Agnelli, al quale fa eco, ancora una volta, Sangiorgi: "La forza del MEI è sempre stata quella di essere aperto a qualsiasi tipo di scambio e contaminazione: sono tutti invitati, dalla micro-etichetta al sottosegretario ai Beni Culturali Bono. Il quale, però, non ha ancora risposto al nostro invito...". E per il futuro? Ha ancora senso limitare una realtà così importante ad un paese così piccolo? Ed il gran numero di iniziative non rischia di sovraccaricare il pubblico? "Il MEI è nato e non può che prosperare in una piccola città di provincia", assicura sempre Sangiorgi, "Certo, dal prossimo anno saremo costretti ad iniziare a dire di no a qualcuno, visto l'enorme numero di adesioni che abbiamo avuto". L'appuntamento, quindi, è fissato per i prossimi 23 e 24 novembre a Faenza, presso il centro fieristico provinciale: il costo del biglietto d'ingresso è di 8 €. Per ulteriori informazioni relative al palinsesto di eventi in cartellone, vi rimandiamo a quanto pubblicato nella sezione PressKit.
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