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NEWS   |   Italia / 12/04/2013

The Observer 2013: l'intervista agli Elio Petri

The Observer 2013: l'intervista agli Elio Petri
Due settimane fa abbiamo presentato gli Elio Petri sulle pagine di The Observer. La settimana scorsa, invece, commentato il loro, ottimo, secondo album in studio intitolato “Il bello e il cattivo tempo”.
Oggi, invece, abbiamo preso contatto direttamente con la band, “ex” progetto solista di Emiliano Angelelli, per scambiare due parole e conoscerli più da vicino, chiudendo così lo spazio della nostra rubrica a loro dedicato.

Prima Elio p(e)tri, adesso Elio Petri. Cos'è cambiato ce lo spiega proprio Emiliano: “Dopo due anni di limbo con le parentesi ci siamo sentiti finalmente pronti ad affrontare una denuncia da parte della famiglia Petri. Qualcuno ci aveva chiesto se era una sorta di passaggio formale che segnava l'avvenuta maturità. In realtà è l'esatto contrario: è una presa di coscienza assoluta della propria incoscienza. Senza di essa probabilmente questo secondo disco non lo avremmo mai registrato”. Presa di coscienza di un modo di fare musica molto immaginifico, per non dire cinematografico. Un'attitudine ben chiara già a partire dal nome che i Nostri si sono scelti: “Elio Petri è uno dei registi italiani più bravi di sempre, perché aveva creato un connubio professionale perfetto con uno dei più grandi attori di sempre, Gianmaria Volonté, anche se tutto questo non c'entra niente con noi. Il nome Elio Petri lo abbiamo scelto perché suona bene, è breve ed è facile da ricordare”, ci spiega Emiliano. “E siccome quando hai un nome così la gente si aspetta molto da te, noi, che siamo degli incoscienti, lo troviamo un bel modo per responsabilizzarci e dare il massimo. Perché se riesci a far deconcentrare chi ascolta, anche solo per un attimo, su Elio Petri con un pezzo degli Elio Petri, allora sei veramente bravo”.

"Il bello e il cattivo tempo" è un disco che nella recensione abbiamo definito "alternativo nell'essenza, con tocchi di surrealismo e sferzate che vanno a lambire i confini del punk e del post rock". E’ stato anche definito però un disco pop: “Quando Berlusconi ha fondato "Forza Italia" tanta gente è arrivata al punto di vergognarsi di gridare questo slogan, anche solo per una partita di calcio. Con la parola Rock è accaduto lo stesso. A causa di musicisti come Vasco Rossi, Ligabue, i Negramaro, tanti gruppi hanno iniziato a vergognarsi di usare questa parola e sono passati al termine Indie Rock. Ora però è successa la stessa cosa anche con l'Indie Rock. Personalmente, ad esempio, mi vergogno ogni volta che uso la parola Indie Rock. Preferisco utilizzare il vecchio termine Rock. Comunque sì, noi facciamo pop ma le influenze arrivano fino al punk, al post rock, alla psichedelia e alla new wave. Il surrealismo forse dipende dai testi e ci può stare. Per quello che riguarda sentirsi alternativi no. Se un disco folle come "Anima Latina" di Lucio Battisti è finito in testa alle classifiche quarant'anni fa perché non ci possiamo finire noi? Vogliamo fama e successo”.



Idee chiare e ben precise dunque già prima di entrare in studio: “Quando siamo entrati in studio volevamo registrare un disco rock anni '90 che contenesse le influenze di tutti gruppi cha amiamo (Pavement, Sonic Youth, Flaming Lips, Elliott Smith, Pixies, Fugazi, dEUS tanto per citarne alcuni), ma facendolo a modo nostro nel 2013 e usando dei testi in italiano che non fossero italiani in nessun modo. Ci siamo riusciti e siamo molto soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto”.
Un lavoro che gli Elio Petri hanno condiviso con Daniele Rotella, produttore de “Il bello e il cattivo tempo”: “Registrare un disco è come innamorarsi di qualcuno e farci sesso con passione per tutto il tempo che dura l'innamoramento” ammette candidamente Emiliano. “Noi con Daniele (frontman dei "The rust and the fury" e fondatore di "Cura Domestica", la nostra etichetta) siamo in questa fase ormai da tredici anni. Quindi ormai è chiaro che ci amiamo alla follia. Lavorare con un amico che già sa cosa vuoi ottenere da quello che stai registrando ti permette di raggiungere con più facilità l'obiettivo e di divertirti all'ennesima potenza in quello che stai facendo. E' come se fosse una festa continua che dura mesi, durante la quale sei perennemente sbronzo. E' per questo che ci siamo dovuti riposare per un bel po’ prima di far uscire il disco”.

Restando sempre in tema partnership, nel disco spiccano i featuring di Teho Teardo e Marco Parente: “Teho e Marco li considero due amici "più grandi" con i quali abbiamo avuto la fortuna di collaborare. Anche grazie a loro abbiamo capito che si matura veramente solo diventando più incoscienti. Con Teho ci siamo conosciuti a Roma ed è evidente che essendo uno dei migliori autori di colonne sonore di film in Italia non poteva dire di no a una collaborazione con Elio Petri. Con Marco, invece, ci siamo conosciuti nel 2011 al Circolo degli Artisti di Roma quando gli abbiamo aperto un concerto per il tour de "La riproduzione dei fiori". Di Marco ho sempre ammirato l'uso delle parole ed è stato bello preparare le nostre sessioni in studio via email con scambi di file dei pezzi in fase di premissaggio e scoprire che per mesi gli avevo mandato i file sbagliati. Ovvero quelli del primo disco. Abbiamo improvvisato ed è stato meglio. "Capra astrale", il pezzo con lui, è uno dei momenti più riusciti del disco e sarà il prossimo video che faremo.



"Il bello e il cattivo tempo" è un disco che colpisce in modo particolare per la grande ricchezza di dettagli sonori e che, per questo, è particolarmente adatto all'ascolto in cuffia, intimo e raccolto. Dal vivo come cambia? Come vivono gli Elio Petri l'esperienza live? “Per noi il live è l'obiettivo più importante e quello più gratificante perché ci permette di comunicare nel modo più diretto, suonando davanti alle persone. Dal vivo siamo molto più rumorosi e il live è più d'impatto rispetto al disco. Pochi giorni fa ho incontrato un ragazzo che aveva assistito al nostro live di presentazione a Roma al Forte Fanfulla e che a fine concerto aveva comprato il disco. Mi ha detto: "Il disco mi è piaciuto, ma del vivo siete molto meglio". E' una cosa che mi fa piacere perché il disco e il live sono due cose che possono muoversi su logiche diverse. L'obiettivo, però, per il prossimo disco è riuscire a rendere maggiormente in studio la nostra attitudine live”.

Per chiudere la chiacchierata, non possiamo non chiedere un’anticipazione sui prossimi progetti del gruppo: “Siamo in partenza per un mini tour in Sicilia e in Calabria e come dicevo prima stiamo lavorando al video di "Capra Astrale". Nell'immediato l'obiettivo è suonare il più possibile dal vivo, ma stiamo già lavorando all'arrangiamento dei pezzi nuovi. Nel 2014 vogliamo far uscire il nostro terzo disco che, vi anticipo, si chiamerà "Salto Mortale". E' un augurio. Vogliamo imparare a volteggiare in aria e ricadere senza farci male. Ci riusciremo”.
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