Altri due anni di sofferenza per la discografia: lo prevede una ricerca inglese

Bisognerà aspettare almeno altri due anni e l’arrivo del 2005 prima che l’industria discografica mondiale cominci a rialzare la testa: lo sostiene (con troppo ottimismo?) uno studio condotto da Informa Media, società londinese di ricerche di mercato. Il rapporto pronostica una flessione ulteriore del 7,2 %, quest’anno, rispetto al 2001 (per un totale di 31,13 miliardi di dollari), e un’ulteriore arretramento a 30 miliardi di dollari nel 2004, causa la continua espansione della masterizzazione e del file sharing casalingo.
Gli analisti di Informa Media non nutrono grandi aspettative neppure sugli sviluppi del settore legale della musica on-line, secondo le loro stime destinato a rimanere confinato ad una nicchia di mercato: l’1,2 % del fatturato globale dell’industria nel 2007, percentuale che dovrebbe salire al 6,5 % se si include anche il giro d’affari realizzato attraverso il mail order elettronico. Esagererebbe, in conclusione, chi scorge nella musica digitale la salvezza dell’industria discografica. Ma a quale santo dovranno votarsi, allora, le case discografiche?
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Paola Marinone (BuzzMyVideos)
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