Patrizia Cirulli rivede 'E già' di Lucio Battisti: 'Ma non è un tributo'

Patrizia Cirulli rivede 'E già' di Lucio Battisti: 'Ma non è un tributo'

C'è un album nella discografia di Lucio Battisti che potrebbe essere considerato un ponte nascosto. Un piccolo ma cruciale passaggio tra due momenti fondamentali del percorso artistico del genio romano, meno noto ai più, ma non per questo meno fondamentale. Con questa convinzione Patrizia Cirulli ha deciso di avviare il progetto di rilettura - in chiave molto personale - di "E già", disco di Battisti uscito nel 1982, primo senza Mogol e unico ad essere stato composto assieme alla moglie Velezia: "unico intermezzo tra la collaborazione con Mogol e quella con Panella", come ci ha spiegato la cantautrice che abbiamo raggiunto al telefono, per parlare con lei del progetto, a pochi giorni dal concerto che la vedrà protagonista alla Salumeria della Musica di Milano (martedì prossimo, 16 aprile. .

Il risultato finale è "Qualcosa che vale", un album contenente tutti i 12 pezzi di "E già", reinterpretati in chiave semi-acustica dalla Cirulli e dai 14 artisti che si sono radunati intorno a lei ovvero Fausto Mesolella, Mario Venuti, Pacifico, Luigi Schiavone, Carlo Marrale / Simone Chivilò, Giorgio Mastrocola, Giuseppe Scarpato, Fabrizio Consoli, Paolo Bonfanti, Carlo De Bei, Andrea Zuppini / Massimo Germini e Walter Lupi. " 'E già' è un disco sconosciuto ai più, quello che ha riscosso meno successo forse dal punto di vista commerciale anche se è stato primo in classifica per 4 settimane", ha raccontato Patrizia, proseguendo: "Le tematiche affrontate nei testi sono interessanti e molto differenti. Affrontano problemi profondi, al di là della poetica, come quello della meditazione, l'analisi dell'uomo, dell'indagare nei meandri dell'animo umano. E' un disco molto complesso con temi a me molto cari. Soprattutto in 'Rilassati e ascolta' c'è un rimando alla meditazione, ma anche all'acqua e al materno e al femminile."

Il titolo dell'album, "Qualcosa che vale", è un palese richiamo al primo brano di "E già" che recita "Scrivi il tuo nome su qualcosa che vale": "Credo che sia una frase magistrale, perfetta per rappresentate sia la bellezza dei testi, sia la ricchezza che hanno portato i 14 artisti che hanno collaborato al progetto. L'idea è stata proprio quella di togliere tutti gli arrangiamenti elettronici che andavano un po' a nascondere il senso dei testi. E diffondere poi queste canzoni che non sono state conosciute abbastanza. Per chi le ascolta è un po' come scoprire degli inediti, o comunque ti nasce la voglia di andare a sentire le originali. Il tutto è stato fatto nel massimo rispetto. Anche la risposta dei fan più accaniti, che ovviamente conoscono 'E già', è stata positiva perché hanno capito che non si tratta di un tributo, ma di una rilettura i chiave diversa".

Nonostante gli impegni con il ciclo di concerti "battistiani" in giro per la Penisola, Patrizia ha rivelato di avere qualche altro progetto in cantiere, uno in particolare legato alla poesia: "Vorrei mettere in musica alcune poesie, prendere poesie di illustri autori e accompagnarli con canzoni mie. Già avevo iniziato con quelle di Quasimodo nel 2010. Ma non si tratta di un reading poetico. Ma di musicare le poesie".

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