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NEWS   |   Metal / 10/04/2013

Extrema: tutto su "The seed of foolishness". L'intervista

Extrema: tutto su "The seed of foolishness". L'intervista

"The seed of foolishness", il nuovo album degli Extrema, uscirà il prossimo 7 maggio - tramite Fuel Records, con distribuzione Self (negli USA e nel resto d'Europa esce invece il 23 maggio).
Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lo storico chitarrista e leader della band Tommy Massara e con il cantante GL Perotti... che ci hanno raccontato un po' di retroscena del disco, tra le altre cose.

"The seed of foolishness" arriva praticamente a quattro anni da "Pound for pound": cosa è successo in questo lasso di tempo?
Tommy: Abbiamo sempre suonato dal vivo senza mai fermarci, abbiamo cambiato bassista nel 2010... e poi scrivere questo disco è stato veramente impegnativo; non volevamo assolutamente che ci fossero dei punti deboli, volevamo scrivere un album soddisfacente al 100%.
GL Perotti: Semplicemente ci siamo presi il tempo necessario per comporre i brani. Non siamo mai stati dei fulmini di guerra nella composizione, vuoi per la distanza che ci separa, vuoi che se non abbiamo materiale abbastanza interessante non ci troviamo per provarlo e vuoi che qualcuno di noi è anche un po' pigro.....tipo io!

Il nuovo album, devo dire, mi ha colpito molto in quanto mi ha riportato - musicalmente - alla fine degli anni Ottanta, quando questo genere esplodeva. Ad esempio, confesso di avere notato delle sfumature che mi hanno ricordato i migliori Death Angel (ad esempio in "The distance", che secondo me è al livello di qualsiasi brano di "Frolic through the park"). Quali sono, se ne avete, i vostri numi ispiratori nel 2013?
Tommy: I Death Angel sono una band che rispetto e con la quale abbiamo fatto anche un tour europeo nel 2008, ma non sento così tante assonanze musicali come le senti tu, personalmente mi piace tutto il metal scritto e suonato bene quindi ti direi tutti e nessuno.
GL: Mi fa piacere che, nonostante il suono attuale, i brani ti riportino alla fine degli 80's: in effetti quando prendo in mano la mia Dean FBD vengono fuori riff thrash di quel tipo e "The Distance" ne è un chiaro esempio; poi ovviamente Tommy lo ha migliorato e definito ma, come in questo caso, non ci siamo ispirati assolutamente né ai Death Angel né ad alcuna band in particolare. Per questo album mi sono ripulito la mente da ogni riferimento e non ho ascoltato metal per mesi,l'unica ispirazione sono state le sigle dei cartoni animati che mia figlia mi fa vedere da mattina a sera ahahahah.....e non scherzo!

Parlatemi un po' dei testi... direi che sono parecchio incazzati e con riferimenti più o meno diretti a politica e società. C'è un tema comune nei brani? Come avete affrontato le liriche di questo album?
GL: Hai centrato il bersaglio,i testi sono parecchio incazzati e vanno diritti allo scopo senza mezzi termini!! Stavolta sono partito dal titolo dell'album che avevo fin dal principio e ho sviluppato i testi seguendo un tema conduttore... il fantomatico complotto del Nuovo Ordine Mondiale portato avanti da almeno un secolo dalla setta Massonico/Illuminata, il seme della follia è ovviamente il potere e il denaro, unico valore della società moderna e lo Zeitgeist dell'ultimo secolo trascorso. Abbiamo sempre trattato argomenti socio/politici e in questo album ho voluto chiudere il cerchio finendo per dare un taglio di quasi concept al disco. Ho passato gli ultimi 5 anni a fare ricerche sull'argomento e la rete è un vero e proprio pozzo senza fondo di informazioni dalla quale ho attinto a piene mani.

La seconda parte di "Ending prophecies" è molto interessante, lirica, acustica, d'atmosfera... come nasce? E' un altro esempio di commistione di generi alla Death Angel del periodo d'oro - diciamo più tipo "Act III" - davvero notevole...
Tommy: Devi essere un fan dei Death Angel fino al midollo, hahahahaha... comunque, ti dirò, mi piacciono molto le colonne sonore, un maestro del genere è il nostro Grandissimo Ennio Morricone. Ecco mi sono liberamente ispirato a lui per questa parte acustica, se fai molta attenzione ho voluto rendergli omaggio mettendo nel mix a bassissimo volume verso la fine del pezzo il tema vocale de "Il buono, Il brutto e il cattivo". Ovviamente si percepisce solamente.

L'album ha una produzione - a livello di suoni - molto pulita e dinamica, di una cattiveria chirurgica. Come avete lavorato in studio? Abbracciate la tecnologia (con tutti i software alla Pro Tools e affini del caso) oppure avete un approccio più old school?
Tommy: Be' oggi è impossibile non lavorare con la tecnologia; abbiamo usato Digital Performer, che preferisco a Pro Tools, ma venendo noi dalla vecchia scuola abbiamo usato il nostro solito metodo di suonare al meglio le tracce dall'inizio alla fine. La batteria non è assolutamente triggerata e non ci sono assolutamente parti finte, anzi ti dirò l'album suona moderno e potente ma, come volevamo noi con quell'anima da produzione old school, di tanto in tanto sentirai anche degli errori che però abbiamo preferito tenere, proprio per non perdere l'anima della musica.
GL: Utilizziamo la tecnologia per ottimizzare i tempi di registrazione, ma siamo una band decisamente old school. Ti cito un esempio per farti capire: il nostro fonico e produttore Gabry Ravaglia, anche lui della vecchia guardia, ha detto a Paolo durante le sessioni di batteria che erano anni che non sentiva un batterista suonare la sua parte interamente, senza insert se non addirittura con il copia incolla. Poi mi ha fatto cantare senza utilizzare effetti, nemmeno un minimo di riverbero... se sbagliavo o cantavo male ce ne accorgevamo subito, ma ci ero già abituato, perché Tommy me lo aveva fatto fare nelle demo che avevano preceduto l'album, quindi utilizziamo la tecnologia in un secondo tempo. Per quanto riguarda la registrazione siamo decisamente old school!

Vi ho visti in diverse occasioni, negli anni Ottanta/Novanta, esibirvi in centri sociali... vi capita ancora di suonare in simili contesti? Perché?
Tommy: Se c'è la possibilità noi suoniamo ancora nei centri sociali. L'anno scorso abbiamo avuto l'onore di essere chiamati dal Forte Prenestino a Roma e ci siamo andati; il problema è che a differenza degli anni 80 e 90 ormai anche nei centri sociali Il metal non è più di moda, tranne in pochissime e rare occasioni.
GL: Allora non era come oggigiorno, non c'erano locali dove si potesse suonare il nostro genere musicale; gli unici disposti a farlo erano i centri sociali... noi ci siamo fatti le ossa in questi posti, come spettatori e come musicisti, non per niente io e Tommy ci siamo conosciuti grazie a una Fanzine che faceva un mio amico e che distribuiva nei centri sociali, sopratutto al mitico Leoncavallo. Ora è cambiato tutto: nei Centri Sociali ci fanno addirittura i dj set ed è da un bel po' di tempo che la musica thrash o hardcore non viene più presa in considerazione.

Siete dei veterani e conoscete la scena italiana, ovviamente, come le vostre tasche. Pensate sia davvero possibile "farcela" in Italia e campare suonando metal?
Tommy: Boh, penso che in Italia a fare qualsiasi tipo di musica non arrivi a fine mese. Nel nostro piccolo suoniamo la nostra musica da ormai 27 anni e c'è ancora gente che paga il biglietto per venirci a vedere. Vivere no ma sopravvivere sì.
GL: Per alcuni periodi della nostra carriera ci abbiamo campato, si suonava molto più spesso e c'erano molti più locali interessati a organizzare serate metalliche. Oggi sono abbastanza disilluso e ti mentirei se ti dicessi che viviamo di sola musica. Ma se siamo ancora qui è perché ci crediamo ancora.

Suonerete coi Motorhead a Vigevano a luglio e per voi non è la prima volta... come sono state le esperienze precedenti con Lemmy e i suoi? Avete qualche aneddoto da raccontare?
Tommy: Sì e non vediamo l'ora di poter salire su quel palco; da fan della band ti dirò che è assolutamente un privilegio poter dividere ancora il palco con queste icone del rock'n'roll. Speriamo che vada tutto bene come il tour che abbiamo fatto con loro nel 2009... era sempre strapieno e ci hanno trattato benissimo. L'aneddoto che mi viene in mente e che ancora oggi mi fa sorridere, è che non avendoci dato dei limiti su quello che potevamo fare con l'audio, il nostro fonico del periodo (Gigi, che noi chiamiamo ancora oggi il Tecnico del Tuono), diciamo che è uno al quale piace spingere coi volumi... quindi ci trovavamo a suonare sempre con dei volumi mostruosi. Solo che il nostro suono non essendo "sporco" come quello dei Motorhead risultava sempre più alto, quindi a Roma il fonico dei Motorhead, per parificare il volume del nostro suono, ha spinto così tanto l'impianto che ha mandato in protezione mezza colonna dell'impianto, al che uno della nostra crew ha avuto la brillante idea di proporre un nuovo slogan: "Motorhead plays louder than everything else... but Extrema plays louder than Motorhead!".
GL: Sì, un paio... e in entrambi il protagonista è Phil Campbell. La prima è che dopo le due date di Roma e Firenze, a Padova, è venuto a cercarci chiedendoci se eravamo la prima o la seconda band... la prima erano le Merendine Atomiche. Saputo che eravamo la seconda ci disse: "Hey guys you're playing a little bit loud!" (ragazzi state suonando un pochino troppo alti di volume). Al che il nostro grande amico e fan numero uno Teo Destroyer gli rispose: "Hey Phil, it's impossible play louder than Motorhead!!" (Phil è impossibile suonare più forte dei Motorhead). Se ne andò senza proferire parola... 10 minuti dopo è venuto il tour manager italiano pregandoci di abbassare il volume quella sera... secondo voi che cosa abbiamo fatto?!? Poi più tardi, quella stessa sera, io, completamente sbronzo, ho sputacchiato un filtro di sigaretta tra le gambe di Campbell stesso. Si è letteralmente imbestialito e ha ordinato alla sua security di sbattermi fuori al volo mentre io biascicavo parolacce varie in italiano. Per fortuna Teo mi ha preso di peso e caricato sul furgone dal quale sono stato scaricato in malo modo tre ore più tardi... dopo avere asciugato i maroni a tutti - cosa che succede spesso ahahahah!!! Spero non si ricordi di me!





 

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