Concerti, Rolling Stones: confermato un secondo show a Hyde Park il 13 luglio

Concerti, Rolling Stones: confermato un secondo show a Hyde Park il 13 luglio

Dopo l'incredibile exploit fatto segnare nella seconda parte della scorsa settimana - 65.000 biglietti bruciati in tre minuti per la data a Hyde Park, nel centro di Londra, il prossimo 6 luglio, a conclusione della seconda tranche di date del "50 and counting tour" - i Rolling Stones iniziano a tenere fede alla promessa lasciata intendere lo scorso weekend, ovvero che alle date annunciate lo scorso mercoledì (otto concerti negli USA, due in Europa, al festival di Glastonbury e - appunto - nella capitale britannica) potessero aggiungersene delle altre. Nella mattina di oggi la band capitanata da Mick Jagger ha annunciato un ulteriore spettacolo, sempre a Hyde Park (nell'ambito della rassegna Barclaycard British Summer Time), sulle sponde del Tamigi, per il prossimo 13 luglio: i biglietti verranno messi in vendita a partire dalle 10 (ora italiana) del prossimo venerdì 12 aprile. Chiunque fosse interessato, può visitare il sito della manifestazione a questo indirizzo.

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"Non posso fare nomi o fare promesse, ma ho la sensazione che ci sia più apertura nel fare le cose così", riferì qualche giorno fa Keith Richards al proposito di possibili cameo di colleghi in occasione della prossima stringa di date. Di certo, però, sulle assi con la leggendaria rockband britannica non salirà Bill Wyman, storico bassista della formazione tra il '62 e il '93 e già coinvolto in occasione del debutto live del tour del cinquantenario che ebbe luogo alla 02 Arena di Londra lo scorso novembre: "A novembre è stato divertente... per cinque minuti, perché tanti me ne sono stati concessi", ha riferito solo ieri l'artista, oggi imprenditore e musicalmente impegnato con i Bill Wyman's Rhythm Kings oltre che nella scrittura e nella produzione di colonne sonore per il cinema e la televisione, "Anche se avevo il presentimento che volessero coinvolgermi in modo più attivo per il futuro prossimo. Keith in particolare mi aveva fatto capire che avrei potuto essere chiamato altre volte. Quando parlai a proposito del tour con loro scoprii che avrebbero voluto sì che facessi parte del gruppo, ma che il mio spazio sarebbe stato limitato a due canzoni durante tutto il set. Certo, sarebbe stato divertente, ma mi sarebbe spiaciuto suonare così poco. Ero un bassista, un chitarrista ritmico: sarei rimasto relegato nelle retrovie con Charlie (Watts, il batterista, ndr). Avrei appena fatto in tempo a uscire e scaldarmi. Allora mi hanno chiesero di accompagnarli per il tour americano: tre date in due settimane. Mi dissero che lo spazio concessomi sarebbe stato di sole due canzoni. A quel punto la mia risposta è stata 'no, grazie'".

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