Le ambizioni di Vevo TV:'Vogliamo diventare la nuova MTV'

Le ambizioni di Vevo TV:'Vogliamo diventare la nuova MTV'

Vevo TV si augura di diventare per il video online ciò che MTV è stata per la televisione tradizionale. La nuova piattaforma lanciata il mese scorso negli Stati Uniti e in Canada è infatti imperniata su una programmazione di tipo "televisivo", con una serie di contenuti esclusivi (forniti da case discografiche come Universal e Sony Music, partner fondatrici dell'impresa, ma non da Warner Music) organizzati in forma di palinsesto da un team di programmisti, redattori ed esperti. "E' l'inizio di quel che crediamo sia un'aggiunta di importanza essenziale all'offerta di Vevo" ha spiegato il senior vice president Nic Jones in un'intervista concessa a Music Week, aggiungendo di contare tanto sullo sviluppo della distribuzione su reti mobili quanto sulla crescente disponibilità domestica di televisori a grande schermo capaci di dialogare con Internet. "Riconosciamo l'importanza che Vevo può rivestire in un ambiente familiare o in un contesto amicale", ha detto Jones. "In fin dei conti quei televisori a grande schermo possono veicolare non solo quella che chiamiamo TV tradizionale ma anche YouTube, contenuti online e IPTV...Si prestano alla condivisione con un gruppo di amici e familiari, al fatto di avere musica in ascolto mentre ci si muove per casa. Per Vevo TV c'è una collocazione e un'opportunità. Sarà davvero interessante vedere dove potrà arrivare, ma certamente ci sono tutte le possibilità di essere altrettanto influenti di quanto è stata in passato MTV, sia pure in un modo diverso".

Ovviamente Vevo TV raggiungerà in futuro anche altri mercati: "Quando partiremo nel Regno Unito o in qualunque altro Paese, l'importante dal nostro punto di vista sarà farlo con una versione locale oltre che internazionale", anticipa Jones. "Per noi questa prospettiva globale è importante". Il modello di business si basa sui ricavi generati dagli spot pubblicitari inseriti tra un programma e l'altro (ma anche su sponsorizzazioni, quattro per ora negli Stati Uniti), mentre i contenuti subiranno un'ulteriore evoluzione: "Potrebbe avvenire attraverso un video jockey, o anche con qualche gruppo o artista che presenta i suoi video preferiti", spiega Jones. "Il fatto che ci siano contenuti 'presentati' rende ovviamente la piattaforma molto differente da Vevo. Una delle cose più importanti, per noi, è quel che impariamo di volta in volta. Sembrerebbe intuitivo, ad esempio, mettere i video dance a tarda notte e scopriremo se è il caso di farlo e chi lo gradirà. Il fatto che il canale sia programmato da persone invece che da un algoritmo significa che vogliamo scoprire cosa desiderano i consumatori e quando lo vogliono per presentarglielo esattamente in quel modo".

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