Concerti, Suede: unica data italiana a Bologna il 14 novembre

Concerti, Suede: unica data italiana a Bologna il 14 novembre

Tornati di recente sotto i riflettori grazie a "Bloodsports", primo album in studio dopo i dieci anni di assenza dal panorama discografico iniziati dopo la pubblicazione di "Coming up", i Suede toccheranno anche il nostro Paese nell'ambito del tour organizzato in supporto alla loro nuova fatica in sala d'incisione: Brett Anderson e compagni, infatti, saranno di scena per quella che ad oggi è stata annunciata come l'unica apparizione italiana per il 2013 all'Estragon di Bologna il prossimo 14 novembre. I tagliandi saranno messi in vendita a partire dal prossimo venerdì 12 aprile sul circuito TicketOne e presso tutti gli altri operatori autorizzati al prezzo di 30 euro più diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali.

"Dopo aver sudato e sputato sangue per anni, finalmente il disco è finito e vogliamo suonare in giro della nostra musica appena possibile", dichiarò Anderson all'indomani della pubblicazione di "Bloodsports": "'Barriers' non è il primo singolo ma ne siamo sufficientemente fieri da estrarlo. L'album è intitolato 'Bloodsports' e parla del desiderio, dell'andare a caccia di cose e dell'infinito gioco dell'amore carnale. Se è possibile è stato il disco più difficile che abbiamo mai creato, ma di certo è il più soddisfacente. E' composto da dieci canzoni furiose che mi hanno ricordato cosa fossero i Suede: dramma, melodia e rumore".

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Nella prima metà dello scorso mese di marzo il bassista della formazione, Mat Osman, lanciò un suo personale allarme sullo stato di salute del panorama musicale nel mondo occidentale: "La cosa che mi terrorizza è che l'essere parte di una band stia diventando un passatempo per ragazzi ricchi. E' una cosa che sta già succedendo. E sta succedendo perché uno non può più permettersi di vivere nella miseria, perché il prezzo da pagare per essere ascoltati si sta alzando sempre più e perché l'industria discografica è stata ferita a morte. Tutto questo è tragico: una volta la musica era uno dei pochi posti al mondo dove il privilegio di censo era bandito. Anzi, se venivi dai quartieri popolari di Liverpool, probabilmente, avevi più possibilità di rimediare un contratto discografico. Oggi è diverso: la mancanza di soldi da parte della discografia ha costretto ai margini un mucchio di band che avrebbero potuto vivere di musica ma che - con questa congiuntura - non se lo possono più permettere. E questa è una cosa davvero triste. Pensate, ad esempio, se i Fall, una delle band più interessanti mai apparse sulla scena, non avessero mai avuto l'opportunità di iniziare ad essere un gruppo".

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