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NEWS   |   Industria / 13/11/2002

Vivendi Universal avanza, Universal Music arretra

Vivendi Universal avanza, Universal Music arretra
Bon Jovi, Eve, India.Arie ed Enrique Iglesias sono gli artisti che hanno tenuto alta la bandiera della major franco-americana nel terzo trimestre del 2002: ma il loro contributo non è bastato ad impedire un calo di fatturato del 9 % (a 1,3 miliardi di euro) per la divisione musicale del gruppo. I vertici della casa discografica si difendono ricordando che il trend generale di mercato, nello stesso periodo, è stato ancora peggiore (-12,4 %), e che il dato è falsato dal rafforzamento dell'euro nei confronti del dollaro che svaluta i risultati ottenuti negli USA, il maggior mercato discografico al mondo: ma resta il fatto che anche l'azienda di gran lunga più potente del settore (oltre 30 % di market share globale) continua vistosamente a zoppicare a fronte di consumi che non mostrano segni di ripresa.
La multinazionale Vivendi Universal se la cava meglio nel suo complesso, stando alle cifre che la società ha reso pubbliche ad inizio settimana: il suo giro d'affari è cresciuto del 9 %, a 44,5 miliardi di euro (22,4 se si esclude il ramo che si occupa di smaltimento rifiuti e acque potabili) nei primi nove mesi di quest'anno, nel mentre proseguono le contrattazioni per disfarsi delle attività “non strategiche” (inclusa la stessa divisione “utility”) e per ridurre il debito spropositato che grava sulle spalle dell'azienda.