Music Week, il magnate del retail Paphitis suggerisce come rilanciare HMV

Music Week, il magnate del retail Paphitis suggerisce come rilanciare HMV

Il salvataggio di HMV da parte di Hilco (che in cambio di 50 milioni di sterline ha rilevato 132 punti vendita della catena più i 9 di Fopp, preservando circa 2.500 posti di lavoro) è una notizia confortante per gli appassionati di musica e per l'industria discografica inglese. Il magnate del retail britannico Theo Paphitis, a sua volta uno specialista nel ridare linfa a imprese commerciali sull'orlo del collasso, è tuttavia convinto che il nuovo proprietario dovrà cambiare parecchie cose per assicurare alla società una sopravvivenza nel lungo periodo. Cinque, in particolare, i punti da lui evidenziati nel corso di un'intervista esclusiva rilasciata a Music Week, a cominciare dall'incremento del business online e da una "rinfrescata" al marchio: "Oggi", osserva il cinquantatreenne imprenditore di origini greco-cipriote, titolare delle cartolerie Ryman e dei negozi di lingerie Boux Avenue e noto anche come personaggio televisivo, "abbiamo brand come Spotify e Napster che qualche anno fa non esistevano e che gran parte della gente conosce quanto - se non più - di HMV. Non ci si può sedere sugli allori. Credo che, essendo così conosciuto, il marchio sopravviverà in qualche modo; tuttavia la gente dimentica in fretta, e dunque Hilco dovrà continuare a lavorarci. Avrà decisamente bisogno di focalizzarsi sull'aspetto online".

Paphitis è anche convinto che HMV debba rivoluzionare il suo modello di business tenendo conto della graduale erosione del mercato dei cd ("Quel modello ha funzionati benissimo per un certo periodo, ma sono probabilmente passati dieci anni da quando abbiamo avuto a disposizione il nostro primo iPod. Stiamo scoprendo modi nuovi di comprare la nostra musica, e farlo non è mai stato così economico prima d'ora") e - punto dolente - ridurre drasticamente le sue dimensioni ("di due terzi, se vuole avere una chance di essere redditizia"). Un suo suggerimento è di utilizzare gli spazi vendita anche per ospitare concerti ("Il music business cambia rapidamente, e gli operatori ricavano denaro da aree differenti: non ci sono solo le vendite dei dischi, anche le esibizioni dal vivo sembrano generare un'enorme quantità di denaro") e, più in generale, di guardare avanti: "Viviamo in un mondo che cambia a grandissima velocità e se si sceglie di ignorare questo fatto solo perché abbiamo vissuto alla vecchia maniera per Dio sa quanti anni, si finisce per avere un brusco risveglio. Nessuno vuol vedere scomparire i grandi marchi britannici, ma alcuni sono spariti per il pessimo management di gente che si è accontentata di gestire le imprese guardando lo specchietto retrovisore. Al contrario, bisogna cercare di capire che cosa il cliente vorrà in futuro".

Quanto alle nuove strategie commerciali della catena, da Hilco arrivano le prime anticipazioni: via i prodotti di elettronica di consumo con una maggiore attenzione a entertainment, magliette, merchandising e memorabilia secondo il modello dimostratosi già vincente in Canada.

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