IFPI, l'anno in cifre: i 'performance rights' crescono ancor più del digitale

IFPI, l'anno in cifre: i 'performance rights' crescono ancor più del digitale

I diritti di pubblica esecuzione o performance rights (che scaturiscono dalla diffusione di musica registrata in radio, televisione, siti e programmi Internet, bar, discoteche, negozi e altri pubblici esercizi) sono in questo momento la fonte di ricavo a maggior tasso di crescita per l'industria discografica mondiale. Lo conferma il rapporto "Recording Industry in Numbers 2013" appena pubblicato dalla federazione internazionale di categoria IFPI, specificando che il settore è cresciuto complessivamente del 9,4 per cento a 943 milioni di dollari. Nello stesso periodo i ricavi generati da servizi digitali di download e streaming sono aumentati dell'8 per cento (a 5,8 miliardi di dollari) e gli introiti da sincronizzazioni (per l'utilizzo di musica in film, tv, pubblicità e brand partnership) sono cresciuti del 2,1 per cento toccando quota 337 milioni di dollari, a conferma della sempre maggiore rilevanza che i cosiddetti business complementari rivestono per le imprese musicali e discografiche.

"Evidenziando una statistica tra tante, va sottolineato che negli ultimi sei mesi sei utenti Internet su dieci hanno fatto uno di un servizio autorizzato", osserva l'amministratore delegato dell'IFPI Frances Moore. "La musica digitale sta diventando rapidamente mainstream". A dispetto della loro continua flessione (- 5 per cento, 9,9 miliardi di dollari), i supporti "fisici" sviluppano ancora il 57 per cento del giro d'affari totale, contro il 35 per cento dei servizi digitali (la percentuale sale però oltre il 50 per cento in cinque dei maggiori venti mercati), il 6 per cento dei diritti di pubblica esecuzione e il 2 per cento dei diritti di sincronizzazione.

Al saldo positivo del mercato mondiale della musica registrata (+ 0,2 per cento, 16,5 miliardi di dollari: primo incremento dal 1999 ad oggi, come già anticipato dal Digital Music Report della stessa IFPI) non è corrisposto, nel 2012, quello d Paesi leader come Stati Uniti (- 0,5 per cento), Regno Unito (- 6,1 per cento) e Germania (- 4,6 per cento). Risulta invece in crescita il Giappone (+2 per cento), che conserva il secondo posto a livello mondiale alle spalle degli Usa e davanti a Regno Unito, Germania, Francia ( 907 milioni di dollari, - 2, 9 per cento), Australia (507 milioni, + 6.8 per cento), Canada (453 milioni, + 5.8 per cento), Brasile (257 milioni, + 8.9 per cento), Italia (217 milioni, - 1,8 per cento) e Olanda (216 milioni, - 4.7 per cento).

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