Il produttore Bob Ezrin tentò di far rappare i Pink Floyd

Il produttore Bob Ezrin tentò di far rappare i Pink Floyd

Lo scorso 24 marzo i Pink Floyd, EMI Music e il pubblico "floydiano" di tutto il mondo hanno festeggiato il 40° anniversario della pubblicazione originale in Gran Bretagna di “The dark side of the Moon”. Originariamente pubblicato in UK il 24 marzo 1973, “Dark side” è diventato il primo album dei Pink Floyd a raggiungere la vetta della chart statunitense collezionando ben 741 settimane di stazionamento nella classifica USA tra il 1973 e il 1988. Dati interessanti, ma più o meno risaputi. Meno si sapeva del fatto, rivelato ora, che ad una band con un simile blasone fu sottoposta l'idea di una bella rappata. Accadde quando il produttore Bob Ezrin, oggi 64enne, tentò d'infilare qualche spunto rap nell'album che i Floyd stavano assemblando, "A momentary lapse of reason", uscito nel settembre 1987 e primo disco del gruppo dopo l'uscita di Roger Waters. Ezrin, che in passato - tra i vari lavori - ha prodotto anche "Destroyer" e "Revenge" dei Kiss, ha detto a ZME Music: "Ero rimasto afascinato dal rap, sono tra i primi ad averlo adorato. Ho portato del rap in studio quando stavamo facendo 'A momentary lapse of reason', sono andato da David Gilmour e gli ho detto: 'Ragazzo mio, credo che questa roba con un beat di musica rock sarebbe fantastica'. Ma lui rispose: 'Oh Dio mio, ma è terribile!'.




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 Mi ricordo che detestò quell'iniziativa, odiò quella idea". La più recente fatica del canadese Ezrin è "Now What?!" dei Deep Purple, album che uscirà (a seconda dei mercati) tra 26 e 30 aprile. "All'inizio l'idea di lavorare con i Purple non mi ha fatto impazzire", ha detto. "Non volevo essre etichettato come il tipo che produce i vecchi. Quindi ho detto di no. Mi sono convinto quando li ho visti dal vivo, a Toronto. Dopo 15 minuti dall'inizio ecco che si mettono a fare una lunga jam. Steve Morse si è messo a suonare la chitarra in maniera fantastica, poi Don Airey ha riempito le parti con una tonnellata di tastiere. Poi si sono messi dentro basso e batteria e tutto  e il pubblico è andato fuori di testa. Ho capito che questa era una di quelle cose che non si vedono più: il potere del rock".

 

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