Salmo, 'Midnite': 'Mi faccio un sacco di domande. E ogni tanto dico la mia'

Salmo, 'Midnite': 'Mi faccio un sacco di domande. E ogni tanto dico la mia'

A poche ore dalla pubblicazione di "Midnite", il suo nuovo album - e nel bel mezzo di un tour promozionale che lo sta portando ad incontrare i fan nei negozi di dischi di tutta Italia, Salmo ha risposto alle nostre domande circa la sua terza prova in studio: tra ironia ("Se non fosse tutto così assurdo non saprei che inventarmi per scrivere le rime") e stoccate ai colleghi che alla gavetta preferiscono i talent show ("E' come vivere tutta la vita con i genitori: quando moriranno chi ti laverà le mutande?") il rapper di Olbia getta uno sguardo lucido e spietato sulla realtà italiana (non solo musicale) di questi ultimi anni ("Se avessi continuato a lavorare, invece di dedicarmi alla musica, quale futuro avrei potuto pretendere?"). Tenendosi, come assi nella manica, oltre ad una grande autoironia anche un sorprendente piano B: "Mi farò una plastica facciale, cambierò nome e produrrò musica goa: sarebbe una fine onorevole". Senza, però, mai avere la pretesa di salire in cattedra, nemmeno quando i discorsi si fanno terribilmente seri: "Non ho idea di cosa dovrebbe fare la gente, sono solo uno che si fa un sacco di domande e ogni tanto dice la sua".


Rockol - "Midnite" si apre con un film (il sample da "Kill Bill") e cita più film di quanti altri artisti ne abbiano mai citati in tutta la loro carriera: che percentuale cinematografica ha la tua fonte di ispirazione e il tuo modo di raccontare le storie?

Salmo - Le citazioni cinematografiche nei pezzi rap sono una cosa molto comune, ovviamente anche i libri fanno la loro parte. I rapper sono tutti un po’ malati, spesso diventiamo simili a barboni che rovistano nell’immondizia della cultura per riciclare informazioni.

Il futuro (o la sua negazione) è uno dei concetti chiave di "Midnite", sia in termini distopici ("Wheishaupt") sia in termini concettualmente più concreti ("Old boy"): come ti vedi a parlarne ancora, tra un po' di dischi?

Potrei parlare del passato... 

C'è poi il rapporto con la popolarità: ne parli, per esempio, in "Russell Crowe". Citi la teoria di Warhol (capovolgendola) e i talent: credi sia un problema grave come la vive molta gente che fa (o che cerca di fare) il tuo lavoro?

Le persone che si affidano ad un talent show sono musicalmente insufficienti, avranno sempre bisogno di qualcuno che gli dica cosa e come cantare. Non sanno scrivere mezza canzone, non hanno idea di come si arrangia un brano. È un po' come quando vivi tutta la vita con i tuoi genitori: quando moriranno che farai? Chi te le laverà le mutande sgommate?

 La paranoia è un altro tema che affronti: citi "District 9", "Alien vs Predator" (in "Space invaders"), gli illuminati, i rettiliani, i "massoni dentro il triangolo delle Bermuda" (in "S.A.L.M.O."). Tutta un'iconografia comunque riconducibile alle teoria della cospirazione più famose. Credi ci sia qualcosa di consolatorio, in questo, da parte di chi prova a crederci? Tipo "meglio pensare che qualcuno più potente di noi contro il quale non possiamo nulla ci abbia messo in questa situazione piuttosto che ammettere di esserci rovinati da soli"?

Se non fosse tutto così assurdo, se non esistessero queste stronzate, non saprei che inventarmi per scrivere le rime. 

In "Sadico" dici che la "gente non vuole un messaggio ma una distrazione", che - magari - è la stessa gente che "invecchia davanti al bancone del bar" (in "Old boy"): che grado di indulgenza hai verso la gente? Quanta responsabilità c'è, dal tuo punto di vista, in chi è prigioniero della propria alienazione (come in "Ordinaria follia")? O, come in "Old boy", è il futuro che non viene concesso alla gente o è la gente che ha paura di prenderselo?

Con la musica, a me, è andata bene fino ad ora, ma se avessi continuato a lavorare quale futuro avrei potuto pretendere?  Se a 17 anni inizi a lavorare come magazziniere ti ritrovi a 40 anni ancora tra gli scaffali mentre in altri paesi finiresti manager o addirittura padrone dell’azienda. Se hai un contratto di lavoro e guadagni 10 devi spendere 5, altrimenti lo Stato ti prende quello che ti rimane. Non ho idea di cosa dovrebbe fare la gente, sono solo uno che si fa un sacco di domande e ogni tanto dice la sua. 

L'unica canzone d'amore l'hai lasciata alla fine del disco...

Si!

Musicalmente parlando, il tuo è un disco molto sfaccettato, e - non a caso - i produttori delle varie tracce (tra i quali ci sei anche tu) sono diversi. E' stata una tua scelta precisa? C'è dubstep (in "Old boy" e "Weishaupt") e rock (nella seconda parte di "Redneck", dove - tra l'altro - citi i Black Flag): dal vivo porterai le basi così come sono o le modificherai? E ti farai accompagnare solo da un Dj o anche da musicisti tradizionali?

Questo disco è solo un’evoluzione del primo ("The island chainshaw massacre"). I pezzi variano dall'elettronica al rap classic: molti produttori mi hanno proposto i loro beat, ho semplicemente scelto in base alle mie esigenze. Ho avuto la fortuna di lavorare con i migliori  in circolazione e sono contento di aver coinvolto anche nomi nuovi. Ci sarà la band in una parte del tour.

- A parte i tuoi rapporti lavorativi con l'etichetta, quanto ha influito sulla tua musica e suoi tuoi testi trasferirti da Olbia a Milano? Perché hai scelto proprio Milano?

Beh, diciamoci la verità: Milano, attualmente, è un punto di riferimento per la musica. Quando cambi cittá é importante non rimanere soli, io ho la fortuna di vivere questa esperienza con i miei amici, i miei compaesani, la mia crew. Viviamo tutti insieme nella stessa casa, siamo immersi nella musica 24 ore su 24, ogni giorno c'é un "confronto", uno scambio di idee, un nuovo beat su cui lavorare. Probabilmente il cielo di Milano ha ispirato le tematiche del nuovo disco... No, scherzo. 

- Con "Midnite" hai fatto tre album in tre anni: pensi di pubblicarne un altro nel 2014 o ti concentrerai più sulla promozione di questo? Discograficamente parlando come ti trovi con Tanta Roba?

Boh, magari mi prendo una pausa quando finisco il tour, mi faccio una plastica facciale, cambio nome e produco musica goa. Diranno che mi sono bevuto il cervello con i free drink e mi daranno del fallito, sarebbe una fine onorevole. Tanta Roba mi ha lasciato fare a modo mio, nessuno mi ha detto come comportarmi. È un'etichetta indipendente con un’ottima organizzazione: devo molto a questa label. 

- Che idea ti sei fatto di chi ti ascolta? Sei mai rimasto sorpreso (negativamente o positivamente) dal tuo pubblico?

Il mio pubblico è ibrido, esattamente come me. Vengono molti ragazzini ai miei live, la cosa é positiva perché se attiri solo gli over 30 c'é qualche problema nella tua musica.

- Chiudendo col cinema: hai mai pensato di passare (davanti o dietro) alla macchina da presa? O a una colonna sonora?

Non so, per ora voglio concentrarmi solo sulla musica. Magari quando non avrò più nulla da dire ... 

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