Billboard.biz: 'Il Cd vivrà altri dieci o vent'anni (almeno)'

Billboard.biz: 'Il Cd vivrà altri dieci o vent'anni (almeno)'

Ci vorranno almeno dieci o vent'anni prima che il cd scompaia effettivamente dal mercato, sempre che questo sia destinato un giorno ad accadere. Il declino del formato, scrive il giornalista americano Glenn Peoples dalle colonne online di Billboard.biz, "per quanto doloroso per le case discografiche, è stato molto più graduale che precipitoso. Negli ultimi quattro anni i ricavi generati dai CD si sono assestati proprio come farebbe un aeroplano prima di un atterraggio morbido".

Nella sua analisi, Peoples ricorda i dati di fatto: il fatturato del supporto fisico digitale, negli Stati Uniti, è crollato in 10 anni del 77,5 per cento (dagli 11,2 miliardi di dollari del 2003 ai 2 miliardi e mezzo dell'anno scorso), ma il momento peggiore si è registrato tra il 2007 e il 2008. E dopo quattro anni (2007-2010) in cui le vendite sono calate a un tasso annuale superiore al 20 per cento, la flessione ha rallentato il suo ritmo e in alcuni casi il cd sembra ancora reggere bene il colpo: il giornalista di Billboard cita il caso di "The 20/20 experience" di Justin Timberlake, venduto in formato cd in misura del 53 per cento nella prima settimana di pubblicazione (e grazie anche a un'esclusiva con bonus tracks riservata alla catena di grandi magazzini Target); ancora più alta l'incidenza percentuale del cd nella prima settimana di vendite di "Red" di Taylor Swift (61 per cento), altro album distribuito a pioggia nei punti vendita della grande distribuzione (e inaccessibile su piattaforme di streaming come Spotify). "La caduta del cd varia da casa a casa", osserva Peoples. "Un'etichetta che non ha accesso alle catene e alla grande distribuzione ha maggiori probabilità di ricavare una percentuale più alta di introiti dalle vendite digitali rispetto a un'etichetta con un roster di artisti noti che passano in radio. Una piccola etichetta conta sui negozi indipendenti e su Amazon. Una grande etichetta ha Walmart, Best Buy, Target e tutti gli altri".

Con la riduzione del giro d'affari e conseguentemente del deficit generato dal cd (569 milioni di dollari nel 2012, contro 1,2 miliardi di dollari nel 2009), aggiunge Peoples, diventa più facile colmare il "buco" grazie ai guadagni conseguiti con download, streaming, abbonamenti e dischi in vinile. Di qui le sue conclusioni: "Anche se il fatturato dei cd calerà del 20 per cento all'anno il formato avrà ancora un giro d'affari di 217 milioni di dollari nel 2013. Non è molto, ma sono comunque 50 milioni di dollari in più dei 163 milioni di dollari generati l'anno scorso dai dischi in vinile. Finché ci sarà una domanda e ci saranno dei produttori disposti a soddisfarla a costi ragionevoli, aspettatevi di vedere i cd in giro per molti anni ancora".

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