NEWS   |   Industria / 06/11/2002

USA come Italia: troppo pochi i nuovi talenti in classifica

USA come Italia: troppo pochi i nuovi talenti in classifica
La fabbrica americana delle stelle della musica si è pericolosamente inceppata. A lanciare il nuovo allarme è il sito Web specializzato HITS Dailydouble, che in un breve editoriale pubblicato la scorsa settimana, ad un terzo del cammino nel trimestre cruciale per il mercato discografico, sottolinea l'assenza totale di nuovi “talenti” dalla Top Ten degli album più venduti con l'unica eccezione di Avril Lavigne, la baby-rocker canadese lanciata recentemente dalla BMG. Il netmagazine cita Norah Jones, John Mayer, Michelle Branch, Puddle Of Mudd, Josh Groban, System Of A Down, Jack Johnson, i Vines, Ashanti, Jimmy Eat World e Vanessa Carlton tra gli altri artisti debuttanti o comunque alle prime armi che hanno riscosso buoni riscontri di vendita nel corso dell'anno per concludere che l'attività di A&R, fortunatamente, non è ancora morta: rischia però di affogare nel contesto di un'industria che la crisi delle vendite ha reso vieppiù prudente e conservatrice, tanto da puntare sempre più su operazioni nostalgia, artisti consolidatissimi (Springsteen, Santana) e repackaging continui di materiali di catalogo (Elvis e Rolling Stones). Il discorso, come si sa, è valido ovunque, Italia inclusa: dove le ultime classifiche FIMI/Nielsen aggiornate al 31 ottobre scorso evidenziano 10 greatest hits tra i 20 album più venduti e un solo nome debuttante, le russe t.A.T.u al diciottesimo posto.