NEWS   |   Industria / 27/03/2013

Paul McCartney a Verona, il promoter: 'Finalmente. E sui prezzi dico che...'

Paul McCartney a Verona, il promoter: 'Finalmente. E sui prezzi dico che...'

E' un progetto al quale hanno lavorato per quasi dieci anni, alla società di live promoting D'Alessandro e Galli, quello di Paul McCartney all'Arena di Verona del prossimo 25 giugno: "Sì, è una vita che ci proviamo", ci conferma al telefono Mimmo D'Alessandro, "Con lui lavoriamo dal 1989, quando organizzammo un suo spettacolo all'allora PalaTrussardi, a Milano. Poi il tentativo di portarlo a Verona lo ripetemmo più volte, ma anno dopo anno - si voglia per una ragione o per l'altra - l'ipotesi non riuscì mai a trovare uno sbocco concreto. Fino all'annuncio dell'"Out there tour", che di date in Europa ne prevede solo tre (oltre a quella in Italia, anche quelle di Varsavia e di Vienna, ndr): fino all'ultimo l'anfieteatro scaligero rimase al ballottaggio, per così dire, con Lucca (dove sempre D'Alessandro e Galli organizza il Lucca Summer Festival, ndr), poi però - quando effettivamente riuscimmo ad avere la conferma della disponibilità dell'Arena, la questione smise automaticamente di porsi".

Di fatto, il concerto che l'ex Beatle terrà il prossimo 25 giugno nella città di Romeo e Giulietta sarà l'unico, nel Vecchio Continente, ad essere ospitato da una location storica: la date nelle capitali polacca (il 22 giugno) e austriaca (il 27) saranno infatti entrambe ospitati da stadi (rispettivamente il Narodowy e il Ernst Happel). Un evento speciale, quindi, che - al netto di eventuali registrazioni che potrebbero in futuro diventare un live album - si configura senz'altro come uno degli appuntamenti di punta della stagione, con tutti gli annessi e connessi del caso, come - ad esempio - un possibile bagarinaggio selvaggio: "Sì, la richiesta è altissima: dall'annuncio di ieri, praticamente, i nostri centralini sono intasati", ci conferma D'Alessandro. "Da parte nostra, possiamo dire che l'attenzione nei confronti di questo fenomeno è altissima: per contrastarlo, in passato, ci siamo rivolti anche alla Guardia di Finanza, e non abbiamo paura di prendere tutte le contromisure del caso. Il problema del secondary market è che vendendo i biglietti online il controllo sulle transazioni è molto più difficoltoso rispetto a quando il mercato era solo fisico. Ci sono poi altri attori in gioco, come le società che si occupano di prevendite, che allungano la filiera allargando di conseguenza il fronte di vulnerabilità: di certo, lo ribadisco, non mancheremo di fare tutto ciò che è in nostro potere per arginare il fenomeno il più possibile".

Poi, vexata quaestio, i costi dei biglietti: per lo show di Verona i tagliandi sono in vendita a prezzi che oscillano (al netto di diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali) tra i 60 euro della gradinata non numerata ai 200 della poltronissima. Prezzi indubbiamente alti, ma tutto sommato in linea con le altre due date europee (dai 58 ai 263 euro per la data di Varsavia, dai 45 ai 350 per quella a Vienna). "Ci sono da considerare diverse cose, per stabilire il prezzo del biglietto", spiega D'Alessandro: "In primis la produzione, che - nel caso di McCartney - ha standard altissimi, che - va da sè - costano. Poi l'assenza totale di sponsor commerciali o patrocini, e - ultimo ma non meno importante - la location: fare i concerti negli stadi, come a Varsavia e a Vienna, è molto più semplice e molto meno costoso. Una venue come l'Arena di Verona, bellissima e suggestiva, ha i suoi costi, che sono più alti di una struttura normale, e una capienza nettamente inferiore, che lima ancora di più i margini di utile. In ogni caso chi vede concerti all'estero lo sa bene: l'Italia, ad oggi, è uno dei paesi occidentali dove i biglietti dei concerti costano meno".

Insomma, un contesto storico costa di più - anche allo spettatore finale - di un parcheggio di cemento. Eppure della ricerca della location fuori dal comune, a D'Alessandro e Galli, hanno fatto un marchio di fabbrica: "E' nel nostro stile", conferma D'Alessandro, "Cercare venue fuori dal comune è la nostra filosofia. E in questi anni ci siamo tolti della belle soddisfazioni: a parte il Lucca Summer Festival, nel 2000 abbiamo portato McCartney bentro al Colosseo, a Roma...". Quali obbiettivi, quindi, per un futuro sbarco del rock in altre perle paesaggistico-architettoniche sparse per la nostra Penisola? "Beh, ci sono Pompei e piazza San Pietro, a Roma, che vedo sempre come cornici ideali per un live. Ma il mio vero sogno, a parte riuscire a portare Paul a Lucca prima che vada in pensione, è di farlo suonare in piazza dei Miracoli, a Pisa, proprio sotto la Torre. L'obbiettivo è quello...".

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