Litifba, 'Trilogia del potere': 'Nata più di 20 anni fa. Ma ancora attuale'

Litifba, 'Trilogia del potere': 'Nata più di 20 anni fa. Ma ancora attuale'

"La 'Trilogia del potere' è nata nel 1984, ma è ancora attuale", ed è proprio così, a tutti gli effetti: i Litfiba, tornati in forze in formazione (quasi) originale hanno deciso di riproporre dal vivo quel loro progetto nato più di 20 anni fa con la pubblicazione dei loro primi tre album, "Desaparecidos" (1985), "17 re" ('86) e Litfiba 3" ('88). Dopo la reunion del 2010 tra Pelù e Renzulli, ora sono tornati i membri fondatori Antonio Aiazzi (tastiere) e Gianni Maroccolo (basso).

La risposta positiva dei fan non si è fatta aspettare: solo a Milano, 4 sold out all’Alcatraz, tra gennaio e marzo che ora sono diventate un disco live, in uscita in questi giorni e intitolata "Trilogia 1983-1989" che immortala i proprio le prime date milanesi.  In effetti sono stati proprio i più ferrei sostenitori della formazione a chiedere insistentemente che ciò avvenisse, come ci hanno riferito gli stessi Litfiba, quando li abbiamo sentiti al telefono per parlare dell'uscita del doppio album live. Nonostante qualche fastidio tecnico causato dal vivavoce del cellulare, le voci scherzose degli artisti (che a più riprese si sono dati il cambio nel rispondere alle nostre domande)sono bastate da sole a far trapelare l'entusiasmo e la grinta che stanno riponendo nel loro progetto: "Abbiano deciso di farlo adesso perché era necessario dare tempo al tempo. Ci sono stati nel corso di questi 23 anni una serie di abboccamenti e collaborazioni. Non ci siamo mai persi di vista veramente, ma l'abbiamo fatto solo ora perché era giusto così. E perché lo dovevamo alle persone che continuavano a chiedercelo". Un pubblico non solo di irriducibili, ma - a dimostrazione della carica d'attualità del progetto -  formato anche da nuove leve che ha riempito fino all'orlo il locale meneghino per poter rivedere dal vivo i Litfiba originali, (cui si è aggiunto alla batteria Luca Martelli, unico nuovo elemento) : "Il feedback che riceviamo è fantastico, il pubblico è bellissimo. I ragazzi sono bellissimi".

"Eroi nel vento", "Apapaia", "Re del silenzio", "Tex", "Resta", "Pierrot e la luna" e "Pioggia di luce" sono solo alcune delle canzoni che i Litfiba hanno selezionato per dare vita alla set list di due ore e mezza, "Abbiamo scelto 24 canzoni. Le rimanenti 23 le faremo poi la prossima volta", hanno scherzato i musicisti (o forse no), per poi continuare: "Abbiamo deciso di riproporre questi tre album dal vivo perché rappresentano gli anni determinanti per il percorso artistico dei Litifiba. Siamo andati persino a ripescare il fonico di quegli anni, Giorgio Canali” - poi nei CCCP/CSI/PGR con Maroccolo e affermato solista di suo - “proprio per riprodurre il suono di allora. Il repertorio che abbiamo scelto è formato dalle canzoni più belle di quegli anni che ora rieleggiamo con il senno di poi. Siamo diventati più bravi, non sbagliamo più".
Nonostante questo, anche il sound sa di attualità: "Anche se il progetto in sé affonda le sue radici in uno stile certamente riconoscibile, riconducibile agli anni '80. Ma noi in realtà non abbiamo mai fatto esercizi di stile perché abbiamo avuto sempre presente le radici, differenti ed eclettiche di ciascuno di noi. Anche il nostro modo di scrivere ha rispecchiato questa inclinazione. Le canzoni sono sempre state influenzate da così tanti genere che anche oggi possono dire di essere rimaste attuali."

Non in ultimo, la tematica "riesumata" insieme alla "Trilogia del potere" rimane (purtroppo) valida ancora oggi: la forte critica al totalitarismo, alla violenza e al potere tirannico di cui i Litifba parlavano agli esordi trovano un loro pertinente appiglio anche alla realtà di 20 anni dopo. E non solo quelli: "'Desaparecidos' nacque sulla scia della questione argentina. E dell'Argentina ultimamente si è tornato a parlare. Per via dell'elezione del nuovo Papa".
Attuale, in tutti i sensi. Ma, il futuro? "Il futuro è incerto", hanno concluso "Ci godiamo alla grande questi bellissimi momenti. Non possiamo definirci una band 'chiusa', non avrebbe nessun senso. Diciamo che di collaborazioni ce ne saranno sempre".

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