Salvatori replica a Mazza: 'Le classifiche di vendita hanno fatto il loro tempo'

Sollecitata da Rockol, arriva puntuale la controreplica della redazione di Radioscrigno alla polemica innescata dal direttore generale della FIMI Enzo Mazza (vedi news) nei confronti di una classifica radiofonica targata Rai, la Mix Parade, che per la prima volta cerca di rendere conto di ciò che accade sul mercato pirata, includendo nella rilevazione i dischi più richiesti presso i venditori abusivi (i cosiddetti “tarocchi”, insomma).
“Analizzare un fenomeno, anche se fortemente problematico come quello della pirateria, non significa giustificarlo. Tanto meno 'aggiungere confusione a confusione'”, argomentano i responsabili di Radioscrigno rispondendo a Mazza per mezzo di una mail pervenuta oggi pomeriggio (28 ottobre) alla redazione di Rockol . “I dati da noi rilevati”, aggiungono gli ideatori della “Mix Parade” (che sarà presentata settimanalmente su RaiSat Show all'interno di “Punto Music”, programma in onda ogni mercoledì alle 23 e in replica il giovedì in diverse fasce orarie), “certificano il successo non solo di dischi già noti e popolari, ma anche di quelli ai margini del mercato a ribadire che ad essere in crisi non è la canzone ma il supporto. La classifica evidenzia, inoltre, il gradimento e la diffusione di altri canali di fruizione musicale come i videoclip, le suonerie per cellulari, le 'playlist' delle radio locali più orientate verso i gusti degli ascoltatori”. Esulando del tutto e volutamente, precisa lo staff Rai, dai “dati della classifica di vendita Fimi/Nielsen ed equipollenti”.
“Insomma, con le classifiche dei dischi più venduti la nostra chart non c'entra proprio nulla”, aggiunge Dario Salvatori, il popolare conduttore radiotelevisivo che coordina il team di Radioscrigno e che Rockol ha sentito in giornata al telefono. “L'idea che ne sta all'origine è quella di realizzare una ricerca qualitativa che evidenzi trend e modalità di consumo non rilevate dalle classifiche esistenti. Tutti condanniamo la pirateria, ci mancherebbe: ma come non tenerne conto, se oggi copre fino al 47 % del mercato? Una rilevazione come la nostra porta a galla un sacco di curiosità interessanti: scopriamo per esempio che l'inno israeliano è uno dei motivi più scaricati sulle suonerie dei cellulari, e abbiamo la conferma che Gigi D'Alessio è il re delle vendite sul mercato illegale. Tutti elementi di interesse che fanno gioco ad un format radiofonico e televisivo”.
Ma non si corre davvero il rischio di far confusione, diffondendo una classifica dal rigore scientifico discutibile ? Salvatori è convinto del contrario. “Non spetta a noi giudicare se quello che emerge dalle nostre rilevazioni è attendibile, ma mi chiedo: è attendibile, per contro, una classifica incentrata sulle vendite dei 20 negozi o poco più che ancora incidono in qualche modo sul mercato? Con le classifiche io mi confronto da sempre, e sull'argomento ho scritto tre libri negli ultimi tre decenni. Ma oggi mi pare di poter dire che il meccanismo, come l'Auditel che Mazza cita nel suo intervento contro di noi, abbia perso credibilità. Prova ne sia il fatto che al di là della Nielsen o di Musica e Dischi anche il Radiocorriere, che esiste da 74 anni, o il gruppo Universo, che vanta un pubblico di 5 milioni di persone, si fanno le classifiche da soli perché non si fidano delle altre in circolazione. Alla fine, è un po' come nel pugilato: troppe sigle e troppe corone hanno prodotto, loro sì, confusione e campioni dimezzati. E' un sistema che ha fatto il suo tempo e che bisogna cercare di cambiare se alla classifica si vuole restituire autorevolezza”.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Gaetano Blandini (SIAE)
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