The Observer 2013: l'intervista ai Sadside Project e la recensione di Omid Jazi

The Observer 2013: l'intervista ai Sadside Project e la recensione di Omid Jazi

Come ogni settimana, prosegue l’appuntamento con Rockol The Observer: da oggi sono on line l’intervista ai Sadside Project, duo garage blues formato da Gianluca Danaro e Domenico Migliaccio, e la recensione del nuovo album di Omid Jazi.

“Winter Whales War” è il titolo dell'ultimo album dei Sadside Project. Il nuovo lavoro del duo romano in attività dal 2009, è stato registrato allo Studio Nero di Roma, prodotto da Giancarlo Barbati (Muro del Canto) e conta dieci pezzi all’insegna dell’ormai rodato garage blues che la band propone fin dai tempi della formazione, declinato (dal punto di vista sia lirico che degli arrangiamenti) in salsa marinaresca; un vero e proprio marchio di fabbrica: “Sono sempre stato affascinato del mondo marino/marinaresco; penso che tutte le leggende su pirati, esploratori, baleniere, galeoni siano davvero affascinanti” ha raccontato Gianluca Danaro a Rockol. “All'interno di esse c'è sempre la tematica del viaggio ma anche della scoperta, perché il mondo è coperto per la maggior parte dal mare e lì sotto c’è un altro pianeta completamente diverso dal nostro, abitato dalla creatura più piccola alla più enorme di cui noi conosciamo la minima parte e da cui dovremmo imparare un sacco”.

La recensione della settimana per The Observer è invece quella di “Onde alfa”, il nuovo album di Omid Jazi. Dopo l'ottimo riscontro dell'Ep “Lenea” uscito nel febbraio del 2012, Omid Jazi, musicista emiliano d’adozione, ha pubblicato infatti il suo primo full‐length intitolato “Onde Alfa”, un album interamente registrato e prodotto in solitaria all’Hot Studio nella provincia di Modena. Oltre a suonare da anni con Nevruz Joku nel duo Water In Face, Omid è stato anche il tastierista/chitarrista/corista nell'ultimo tour dei Verdena. Sedici pezzi in scaletta per il suo esordio, un disco pop che flirta con l’elettronica, concepito interamente con il solo ausilio di un Macbook portatile. Un lavoro sostanzialmente molto eterogeneo, con influenze che spaziano dai Bluvertigo ai Depeche Mode, passando per David Lynch, John Lennon e la psichedelia anni ’60.

Continuate a seguire The Observer per scoprire di quali altri artisti parleremo nelle prossime settimane.

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