Mods, esce un libro molto britannico. La storia, i personaggi

Mods, esce un libro molto britannico. La storia, i personaggi

Mod, da "modernista", è termine che viene solitamente definito (poco carinamente) "sottocultura". Il Mod ebbe origine a Londra a fine anni Cinquanta ed esplose tra inizio e metà anni Sessanta per poi declinare. Ma come ebbe origine quell'originalissimo periodo che vide coinvolti anche gli Who e che Paul Weller ancor'oggi adora? Non lo sanno neanche gli esperti. Il sociologo  Simon Frith vede radici del movomento nella cultura beatnik, lo scrittore Dick Hebidge non ne è affatto convinto. A cercare di mettere ordine e ad offrire una storia ragionata della "sottocultura" che metteva assieme Lambrette, musica, il "roundel" della RAF,











 bretelle e parka, è ora un nuovo libro. Intitolato "Mods: A Very British Style", l'autore Richard Weight dissotterra quelle radici rintracciabili appunto a fine anni Cinquanta, e più esattamente - dice - nel quartiere londinese di Soho. Weight afferma che tutto ebbe inizio da un gruppo di persone, i modernists, che vestivano "bene", amavano il jazz moderno e imitavano lo stile di star del bebop come ad esempio Miles Davis. Per Weight i primi mods erano essenzialmente studenti di scuole d'arte, ma anche teenager della classe operaia. Questi ragazzi erano narcisisti, edonisti e detestavano i rockers. Questi ultimi guardavano all'America, i mods invece avevano in mente l'Europa. E specialmente amata era la Francia. Lo stilista Johnny Moke ricorda l'episodio in cui notò, con altri amici mod, l'amico Les che se ne stava a leggere "Le Soir" al Wimpy del quartiere Aldgate; si scoprì che, ripiegato all'interno del giornale francese, Les nascondeva una copia dell'inglesissimo domenicale "Sunday Pictorial".
"Mods: a very British style"
Richard Weight
496 pagine,
Bodley Head,
23 sterline

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