D'autore: una nuova etichetta per riscoprire Endrigo e Nascimbeni

Capita, sorprendentemente (ma non troppo) anche questo, nel mercato musicale disastrato di questi tempi: che una casa discografica indipendente localizzata nel veronese, e dunque lontana dai circuiti preferenziali dell’industria, si prenda la briga di promuovere e rilanciare certa canzone d’autore messa al confino dalle major, coagulando una parte di quelle energie creative che il disfacimento del music business tradizionale sta rimettendo in circolo.

Potrebbe sembrare persino eccessivo e velleitario, ma il “progetto” dell’etichetta D’autore, così come i suoi artefici lo hanno presentato oggi (22 ottobre) alla stampa, sembra essere stato studiato nei minimi dettagli.

L’ambizione, spiegano il direttore artistico/cantautore Edoardo De Angelis e il discografico Marco Rossi (titolare della Azzurra Music, che al suo nuovo marchio garantisce risorse ma anche autonomia produttiva) è di far arte e cultura, ma intanto si capisce che nessun elemento del marketing mix è stato trascurato. Dunque: distribuzione capillare sul territorio, grazie alla rete di vendita autonoma di cui la stessa Azzurra Music dispone (e alla sua presenza in punti vendita alternativi come le principali stazioni ferroviarie del paese); promozione indirizzata a tutti i canali e media raggiungibili (sono in fase di realizzazione anche alcuni videoclip); prezzo ridotto, in sintonia con le politiche commerciali che hanno sempre contraddistinto l’azienda veronese (10 euro è quello “suggerito” al pubblico: del tutto congruo, sottolinea Rossi, con i conti economici aziendali). Infine, last but not least, la qualità delle produzioni, sei titoli già in pubblicazione che tengono discograficamente a battesimo i Chiaroscuro, premiati al Premio Tenco dello scorso anno con una targa SIAE, e concretizzano il recupero alla pubblica attenzione di due voci fuori dal coro: quella di Marco Ongaro, nuovamente in azione dopo sette anni di silenzio discografico con “Dio è altrove”, e quella di Enrico Nascimbeni, la cui assenza, dopo tre album a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, è durata addirittura diciotto anni, trascorsi professionalmente a scrivere su libri e quotidiani. .


Emblematico, il suo caso. “Per tutto questo tempo ho ascoltato soprattutto altre musiche: quelle delle manette di Mani Pulite, e quelle delle bombe che distruggevano Sarajevo”, racconta il 46enne cantautore maudit, che nell’album “Amori disordinati” interpreta una cover (tradotta in italiano) di Tom Waits, dedica canzoni a Bukowski e Montale e collabora con Francesco Baccini (conosciuto in video-chat) e Roberto Vecchioni, idolo di sempre e voce recitante in “L’ultimo giorno di un vecchio sporcaccione”. Quando ha deciso di tornare, le major gli hanno sbattuto la porta in faccia: “Ma avevo di nuovo qualcosa da dire, e la proposta di fare un nuovo disco arrivatami da questa nuova etichetta mi ha reso l’uomo più felice del mondo”.

Il suo entusiasmo è condiviso dagli altri protagonisti dell’avventura a cominciare da De Angelis, anche lui in uscita con un disco nuovo, “Il coraggio delle parole”, e già smanioso di arricchire un catalogo che, allo start, è completato da due pubblicazioni a carattere “regionale”, una delle quali vede il Maestro Ennio Morricone collaborare con la cantante sarda Clara Murtas (“De sa terra a su xelu”), mentre l’altra (“Canzoni di confine”) documenta dal vivo l’omonima rassegna della canzone d’autore organizzata annualmente in terra friulana, con la partecipazione di Sergio Endrigo: che proprio per l’etichetta D’autore pubblicherà il suo prossimo disco ad inizio 2003, facendosi accompagnare in una rivisitazione del vecchio repertorio (più l’inedita “Altre emozioni”) dalla Piccola Orchestra Diapason diretta da Valter Sivilotti.

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