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22/10/2002
Bill Wyman si confessa in 'Rolling with the Stones'
“La droga ci ha portato un sacco di guai. Non a me
personalmente: io ero pulito, ho sempre preferito
bere. Agli altri del gruppo invece è andata male.
Specie a Brian, che poi ne è morto”. Il Brian in
questione è poi Brian Jones, di cui Bill Wyman ci ha
parlato a lungo. Svelando curiosità e aneddoti su se
stesso e sulla “più grande rock'n'roll band del
mondo”, attingendo al suo enorme archivio personale
per scrivere la prima biografia degli Stones
“dall'interno”. “Rolling with the Stones” (Mondadori)
è un libro di 500 pagine, con 3000 tra fotografie e
fotocopie a colori di biglietti, vecchie line-up e
memorabilia di ogni tipo: Bill Wyman, bassista negli
Stones per 31 anni, ha deciso che era venuto il
momento di raccontare al mondo “come stavano davvero
le cose lì dentro”. Dal suo ricchissimo libro vien
fuori il ritratto di una band un po' ribelle ma
democratica, dipinta dalla stampa come “maledetta” e
“cattiva”, in realtà solo un po' selvaggia. A dieci
anni dal suo abbandono Wyman, che ora ne ha 66,
traccia un bilancio lucido e (abbastanza) sincero
della sua vita da rockstar e dei rapporti con Jagger,
Richards & Co. “Che oggi per me sono una famiglia. Al
di là dei dissidi e dei contrasti, non potrò mai
smettere di amarli”. E anche se ogni tanto guarda al
passato con un pizzico di nostalgia, è contento della
sua vita nuova, “normale”, di sua moglie Suzanne e
delle tre figlie piccole. E' tornato a far musica con
una band, i Rhythm Kings: “Con loro ho riscoperto il
mio antico amore per il blues, e la felicità che
deriva dal far musica per passione e non per soldi. Me
n'ero dimenticato. Oggi sono felice: che altro potrei
desiderare di più?”. La trascizione completa dell'intervista a Bill Wyman verrà pubblicata da Rockol domani, 23 ottobre.