NEWS   |   Metal / 17/03/2013

Phil Anselmo sul killer di Dimebag: 'Tutti noi ex Pantera eravamo nel mirino'

Phil Anselmo sul killer di Dimebag: 'Tutti noi ex Pantera eravamo nel mirino'

Sono passati quasi 10 anni da quella tragica notte in cui l'ex Pantera Darrell Lance Abbott, alias Dimebag Darrell, venne assassinato sul palco mentre si esibiva con i suoi Damageplan. Il killer, Nathan Gale, perse la vita durante uno scontro a fuoco con gli agenti di polizia intervenuti sulla scena del delitto.
La ferita lasciata da questa morte insensata è ovviamente ancora profonda e Phil Anselmo, ex voce della band, recentemente ne ha parlato durante un'intervista rilasciata a Metal Messiah Radio; in particolare Anselmo ha rivelato alcuni dettagli piuttosto preoccupanti sul retroscena dell'omicidio.

"Ho parlato con alcuni investigatori della polizia che si occuparono del caso dell'omicidio di Dimebag" ha spiegato il cantante. "Mi hanno detto chiaramente che dalle indagini e dalla perquisizione dell'appartamento dell'omicida, esaminando i biglietti e gli appunti che aveva scritto, si deduceva senza dubbio che tutti noi ex Pantera eravamo nel mirino. Un agente mi ha detto che quella notte in particolare, se avessero suonato i Superjoint Ritual, i Down o qualsiasi altro gruppo in cui io fossi all'epoca, quasi sicuramente sarei stato il bersaglio".

Questa rivelazione per Anselmo è stata foriera di molte riflessioni e tribolazioni, ma lo ha aiutato a mettere tutto in prospettiva visto che - secondo alcune tesi - l'omicidio di Dimebag era stato cagionato dal fatto che Gale, grande fan dei Pantera, non riusciva a farsi una ragione dello scioglimento della band e della lite furibonda che impazzava tra Anselmo e i due fratelli Abbott.
"Sapere queste cose non mi ha fatto sentire meglio - no, proprio per nulla. Però mi ha aiutato a chiarirmi che tutta la negatività che mi avevano riversato addosso i media, ma anche le persone che al giorno d'oggi possono lasciare commenti e tutto il resto [si riferisce a Internet, ovviamente - ndr] era in realtà davvero una cosa degradante e un insulto: è interessante che chiunque si sia sentito in dovere di dire la sua su un argomento di cui non sapeva niente. Tutto quello che sapevano è ciò che i media gli servivano su un piatto. E sai come funziona coi media... darebbero un occhio per vendere più copie o fare più pagine viste online. Quindi avrebbero fatto qualsiasi cosa per creare una notizia... e lo hanno fatto".



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