Video streaming, in Usa e Canada nasce Vevo TV

La piattaforma di video streaming Vevo, finanziata e gestita dalle major discografiche Universal e Sony Music con il contributo di EMI, ha lanciato in Canada e negli Stati Uniti Vevo TV, un canale che sostituisce la formula del video on-demand (modello YouTube) con una programmazione lineare di tipo televisivo. Il palinsesto, composto da concerti, interviste agli artisti, anteprime, show musicali, documentari e altri contenuti, risulterà accessibile anche in differita, sullo schermo del pc così come su smartphone e tablet dotati sistema operativo iOS, Android e Windows Mobile, console per videogiochi Xbox e televisori equipaggiati con decoder Roku "senza doversi scomodare ogni quattro minuti per cercare qualcosa di nuovo", come ha spiegato alla Reuters l'amministratore delegato della società Rio Caraeff al SXSW in corso ad Austin. "E' un canale programmato dall'uomo, alla vecchia maniera", ha spiegato l'ad della società. "Integra il nostro servizio on-demand e non intacca quel che facciamo già".

Per Vevo, principale fornitore di contenuti musicali di YouTube (3,8 miliardi di clip visualizzati ogni mese), il canale - che dovrebbe essere disponibile in altri Paesi nel corso dell'anno - rappresenta anche un mezzo per sganciarsi parzialmente dall'ingombrante partner firmando accordi di distribuzione con altre piattaforme internet, televisioni via cavo e via satellite. Come noto, YouTube e Vevo (che già oggi trae il 30 per cento dei suoi guadagni da programmi di natura diversa dai videoclip) sono in trattative per il rinnovo del contratto di distribuzione in scadenza ad aprile: "YouTube è il raggio principale della nostra ruota", ammette Caraeff, "e speriamo che il nostro sia un rapporto duraturo. Detto questo, per noi è importante sviluppare il brand e consolidare un'identità anche al di fuori di YouTube. Crediamo, con questo nuovo servizio, di poter differenziare ulteriormente la nostra società".

Il chiacchierato ingresso nel mercato dello streaming di Apple e  Google (proprietaria di YouTube, e candidata all'acquisto di una quota azionaria di Vevo)  non sembra preoccuparlo troppo (un atteggiamento, questo, condiviso pubblicamente da Daniel Ek di Spotify): "Non è che una sola società finirà per conquistare tutto", sostiene Caraeff. "Sul mercato ci sono consumatori diversi tra loro, con diverse esigenze in momenti diversi della loro vita, che utilizzano piattaforme diverse in Paesi diversi. C'è spazio per dozzine di operatori: è vero però che ci vogliono enormi dimensioni perché le cose funzionino sotto il profilo economico".

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