Kim Dotcom al SXSW di Austin (via Skype): 'Io in prigione negli Usa? Mai'

Kim Dotcom al SXSW di Austin (via Skype): 'Io in prigione negli Usa? Mai'

Materializzatosi al SXSW di Austin via Skype dalla sua (forzata) residenza neozelandese, Kim Dotcom ha partecipato ieri a una session di domande e risposte della durata di un'ora facendo il punto sulla sua situazione personale e sui suoi progetti imprenditoriali. "Non finirò mai in una prigione americana, questo posso garantirvelo", ha detto alle centinaia di addetti ai lavori convenuti al decentrato Long Center di Austin per ascoltarlo parlare (più gente, osserva Glenn Peoples di Billboard.biz, di quanta se ne radunò tre anni fa per ascoltare Peter Sunde di The Pirate Bay, lui pure via Skype per problemi giudiziari che gli impedivano di entrare negli Stati Uniti).

"Hollywood ha un modello di business superato, che nell'epoca di Internet non funziona più", ha sostenuto Dotcom attaccando uno dei suoi nemici storici e una delle organizzazioni di categoria che nel gennaio del 2012 hanno ottenuto dal Dipartimento di Giustizia americano la chiusura del cyberlocker Megaupload con l'accusa di pirateria (il sito è rinato lo scorso gennaio in Nuova Zelanda come Mega.co.nz). "Internet riguarda l'attualità, giusto? Se vai su Wikipedia e vuoi cercare un articolo di giornale, lo trovi subito. Non ti dicono di tornare fra tre mesi senza mettertelo subito a disposizione. Sono gli studios a incoraggiare la pirateria, quando distribuiscono un film negli Stati Uniti e in nessuna altra parte del mondo per i tre o sei mesi successivi".

Ancora convinto di poter provare in tribunale il comportamento doloso adottato nei suoi confronti dal Ministero di Giustizia statunitense, Dotcom ha anche fornito aggiornamenti sullo stato di sviluppo di Megabox, il servizio digitale musicale in HTML5 che a suo dire dovrebbe togliere di mezzo le case discografiche trattando direttamente con gli artisti e assicurando loro il 90 per cento degli introiti pubblicitari: "Mi immagino che renderemo pubblico il sito nell'arco dei prossimi sei mesi". "E' molto simile ad iTunes", ha aggiunto, "ma è molto più veloce di iTunes o di qualsiasi altra cosa ci sia oggi in giro".

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