Baby K, ‘Una seria’: ‘Un disco azzardato, diretto, senza troppi limiti’

Baby K, ‘Una seria’: ‘Un disco azzardato, diretto, senza troppi limiti’

“Una seria” è il titolo del’album di debutto di Baby K, in uscita in tutti i negozi di dischi il 12 marzo. Claudia Nahum, vero nome dell’artista, è alla sua prima prova “completa”: le tredici tracce pubblicate per Sony sono state anticipate da tre EP, dei quali l’ultimo è ‘Lezioni di volo” del 2012. “Una seria” è stato presentato dai singoli “Sparami” e “Killer” in cui compare Tiziano Ferro, il quale con Michele Canova ha prodotto il lavoro della rapper. Incontriamo Baby K in occasione dell'uscita del suo nuovo album: “Sono di origini italiane ma la mia famiglia ha viaggiato molto. Sono nata a Singapore ed ho abitato Giacarta. All’età di due anni mi sono trasferita in Inghilterra, sono tornata in Italia per qualche tempo, poi ho abitato di nuovo in UK. Sicuramente mi hanno segnato molto gli anni formativi passati nella periferia di Londra. A diciassette anni arrivo a Roma ed entro in contatto con la cultura italiana. Nel lavoro, come nella vita, ho un approccio molto inglese: credo nella meritocrazia e nella gavetta", dice l’artista.
“Sparami è stato il primo singolo estratto da “Una seria”: “’Sparami’ è uno sfogo. E’ un brano che nasce dalle critiche e dalle osservazioni che mi sono state fatte in quanto donna che fa rap. Non ho mai pensato che essere una donna MC facesse la differenza, mi ci hanno fatto pensare gli altri. A me è sempre importata la musica. Mi hanno fatto riflettere anche le critiche provenienti dal mondo del Web: tutte molto banali e tutte rivolte al mio essere donna. Con ‘Sparami’ ho sfigato questa mia frustrazione e mi sono domandata il perché ci si stupisca tanto se una donna fa rap. Ho preso in esame anche il modello di donna offerto dai media e dalla politica. Mi è venuto naturale un confronto con questi modelli, molto distanti da ciò che sono io”.
“Una seria” ospita brani in cui compaiono nomi noti della musica italiana: oltre a Tiziano Ferro, ci sono Fabri Fibra e Marracash: “Ho avuto la fortuna di essere ospitata in passato nei lavori di rapper importanti come Gué Pequeno dei Club Dogo, Bassi Maestro e Amir. Nel mio album le collaborazioni sono poche ma molto volute. Per quanto riguarda Tiziano Ferro, dovevamo lavorare insieme ad un solo brano ma il feeling è stato talmente forte che i pezzi realizzati insieme sono tre. Non era programmato. Marracash, invece, è un grandissimo scrittore di rime, è molto versatile e lo ammiro da sempre. Gli ho chiesto se avesse piacere a comparire in un mio pezzo ed ha accettato. Con Fibra, invece, è andato tutto in maniera non canonica: di solito si ha un brano e lo si propone all’artista con cui si desidera collaborare. In questo caso è stato Fabrizio a scrivere un pezzo per me. All’inizio la canzone si intitolava ‘Uno serio’, ma lui lo ha riadattato per me. Ci ho lavorato su per cucirmelo addosso in maniera ottimale, abbiamo condiviso i nostri punti di vista”, afferma la cantante.
“Grazie a ‘Femmina alfa’, il mio primo lavoro autoprodotto sono venuta in contatto con Michele Canova”, racconta ancora Claudia, “Quando Canova ha visto il mio video si trovava in studio con Tiziano Ferro, il quale è rimasto molto colpito dal brano. Mi ha contattata e mi ha proposto di collaborare a dei pezzi. Per me è stata una grande emozione. Si è creata subito una grande alchimia musicale, abbiamo lavorato a brani che avevo già scritto io mentre altri li abbiamo composti insieme ex novo. In realtà Tiziano lo avevo già incontrato nel 2006 in aereo, lui stava scrivendo ‘Il tuo boy è preso male’. Sarà stato il destino, ma quando Tiziano ha visto il mio video da Canova, gli ha proposto per me proprio quel pezzo. Lavorare con produttori che provengono da un ambiente pop, e non hip hop (Canova e Ferro, NDR), non ha cambiato il mio stile ma mi ha spinto ad andare oltre, a superare i miei limiti. Il disco comprende di certo sonorità che sono nel mio background, come la twostep e la dubstep ma ho osato questa volta, sono stata temeraria diciamo. Ho cantato molto rispetto al solito, non ho solo rappato. Sono sempre stata versatile, musicalmente parlando, per cui non credo di creare malumori tra i fan con questo disco. Anzi, ho ricevuto critiche persino con ‘Femmina alfa’, che avevo prodotto io, seguendo il mio gusto personale: mi avevano definita troppo ‘commerciale’ per l’hip hop”, aggiunge la rapper. Chiediamo a Claudia di spiegarci come mai ha scelto proprio ‘Una seria’ come titolo del disco: “E’ una provocazione. Una risposta ai pregiudizi di cui parlavo prima. Sono una donna che fa rap ma non sono una che si improvvisa, ho una gavetta alle spalle, un passato musicale. Per me la credibilità è molto importante. Ancora più importante è l’essere veri, non avere il timore di esternare i propri sentimenti. Essere veri è essere umani”, continua Baby K. “Definirei questo album azzardato. E’ un disco diretto, senza troppi limiti. Nei testi traspare molto la mia voglia di rivalsa, voglia di reagire alla frustrazione quotidiana in un Paese forse un po’ troppo statico. Le mie canzoni sono le specchio delle mie riflessioni, dei miei punti di vista. Del rap amo molto la trasversalità degli argomenti: si può parlare di tematiche leggere così come di politica, di vita, di amore o fare puri esercizi di stile. Nell’hip hop ammiro molto Nas, grazie al quale mi sono appassionata al rap. Mi piacciono anche Jay-Z e Kanye West. Tra le cantanti al primo posto c’è Beyoncé, la trovo un’artista sublime ed una donna completa. Nonostante la sua indipendenza e il suo carisma vuole sottolineare di essere una moglie. Una donna vera dovrebbe essere tutto questo: può pagarsi da sola le bollette e allo stesso tempo è fiera di portare il cognome dell’uomo con cui ha scelto di passare la vita”.
Baby K sarà in concerto la prossima estate, nel frattempo spera di poter prendere parte a qualche festival: “Sto preparando un tour per i mesi estivi, per ora non ci sono ancora appuntamenti definiti. Mi piacerebbe partecipare a qualche festival, sarebbe un’ottima occasione per fare ascoltare i miei brani. Oggi il rap non è più di nicchia ma è un genere fruito da un pubblico molto vasto, anche in Italia finalmente”, conclude Claudia.

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