L'allarme dei Suede: 'Fare musica sta diventando un gioco da ragazzi ricchi'

L'allarme dei Suede: 'Fare musica sta diventando un gioco da ragazzi ricchi'

Fieri della proprie origini working class - ma mai compiaciuti nell'esibirle, come tanti dei loro idoli, da Morrissey a Mark E. Smith, passando per John Lydon e tanti altri - i Suede, che proprio in questi giorni stanno pubblicando il loro nuovo album, "Bloodsports", ideale seguito di "A new morning" del 2002, hanno lanciato l'allarme: fondare una band e suonarci, oggi come oggi, non è più un hobby popolare e alla portata di tutti come un tempo, ma un passatempo ad esclusivo appannaggio dei ceti più abbienti. Lo ha spiegato il bassista della formazione, Mat Osman, nel corso di una lunga intervista alla testata britannica di settore MusicWeek.

Youtube e Spotify permettono alle band di promuoversi anche al di fuori dei patri confini, riuscendo così ad allargare il mercato - soprattutto quello dei live - a livello globale. Verissimo, osserva Osman, ma solo per band già arrivate: "Certo, per noi adesso sono cose comode, ma se avessi vent'anni e avessi appena fondato una band la penserei in tutt'altra maniera. Fanculo, pagatemi. Ecco cosa direi".

"La cosa che mi terrorizza è che l'essere parte di una band stia diventando un passatempo per ragazzi ricchi", ha continuato Osman: "E' una cosa che sta già succedendo. E sta succedendo perché uno non può più permettersi di vivere nella miseria, perché il prezzo da pagare per essere ascoltati si sta alzando sempre più e perché l'industria discografica è stata ferita a morte. Tutto questo è tragico: una volta la musica era uno dei pochi posti al mondo dove il privilegio di censo era bandito. Anzi, se venivi dai quartieri popolari di Liverpool, probabilmente, avevi più possibilità di rimediare un contratto discografico. Oggi è diverso: la mancanza di soldi da parte della discografia ha costretto ai margini un mucchio di band che avrebbero potuto vivere di musica ma che - con questa congiuntura - non se lo possono più permettere. E questa è una cosa davvero triste. Pensate, ad esempio, se i Fall, una delle band più interessanti mai apparse sulla scena, non avessero mai avuto l'opportunità di iniziare ad essere un gruppo".

Osman, pur parlando di "discografia ferita", al musicbiz di sconti non è intenzionato a farne: "I Suede hanno sempre dato il meglio quando lavoravano contro qualcosa, industria musicale compresa. Non ho nessun rispetto dell'industria musicale, e non credo che lei ne abbia per me". Di qui l'avvertimento ai pochi artisti emergenti che cerchino una via di contatto con le realtà discografiche: "Odio vedere i giovani artisti intrallazzarsi con i discografici", ha ammesso Osman, "Ogni movimento giovanile perde di forza e originalità quando inizia ad andare a braccetto con quelli 'del giro'. Per questo noi abbiamo sempre cercato di essere degli outsider".

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