Tiromancino, destini in continuo movimento

Tiromancino, destini in continuo movimento
Poche persone in una casa privata, qualche bicchiere di vino rosso, un caminetto e delle candele, un pianoforte a muro, una chitarra attaccata ad un miniamplificatore, di quelli che usano i musicisti di strada. I Tiromancino hanno scelto un'atmosfera intima ed un modo decisamente inusuale per presentare il loro nuovo album, “In continuo movimento”, nei negozi oggi 11 ottobre. Un disco altrettanto intimo, sicuramente più scuro del precedente e fortunato “La descrizione di un attimo”, che continua sulla strada della contaminazione tra suoni acustici ed elettronici, ma sperimentando nuove soluzioni.
“Sono contento che il successo non sia arrivato quando ero più giovane”, ci racconta Federico Zampaglione, mente del gruppo, pensando all'eco avuto soprattutto da “Due destini”, canzone inserita nell'altrettanto fortunato film “Le fate ignoranti". “E' stato difficile gestire grandi entusiasmi e pressioni improvvise. Infatti ci sono stati un po' di problemi con alcuni componenti della formazione, dovuti a questo delirio generale che ci ha circondato…”. I Tiromancino del 2002 hanno perso per strada il fratello di Federico, Francesco, e Laura Arzilli, acquistando nuovi elementi. Tra questi è stato fondamentale soprattutto l'apporto di Andrea Pesce al piano: uno strumento che ha dato il “la” alle nuove composizioni, come il singolo “Per me è importante”. “Queste canzoni le abbiamo composte così come le abbiamo suonate ora”, spiega Federico, dopo aver eseguito qualche brano insieme a Pesce, di fronte a qualche giornalista e discografico. Poi ci abbiamo lavorato un po' con campionatori ed altri aggeggi elettronici ed il risultato è quello che sentite sul disco”.
Tra le varie sperimentazioni spiccano “Nessuna certezza” e “Il progresso da lontano”. La prima è cantata a tre voci da Federico con Elisa e con Meg dei 99 posse. La seconda vede un dialogo con Roberto Pedicini, la voce di Jack Folla: “Quando ho scritto 'Nessuna certezza', pensavo che mi sarebbe piaciuto cantarlo con Meg. Ne parlavo proprio con Elisa, che spesso era dalle parti del posto in cui stavamo registrando. E' stata Elisa, alla fine, a metterci in contatto con lei, visto che io non la conoscevo di persona ma solo come ascoltatore. Elisa, dal canto suo, ha finito per incidere delle voci meno melodiche e più d'arrangiamento. Abbiamo passato una bellissima settimana lavorando assieme in una casa in campagna. L'uso della voce di Pedicini, invece, ci è stata suggerita da Riccardo Clary, il presidente della nostra etichetta. Noi volevamo usare una voce che non fosse quella di un cantante, e lui ci disse di ascoltare il programma di Jack Folla, che non conoscevamo. Siamo rimasti sorpresi da Pedicini perché è molto diverso da come lo si può immaginare sentendo il suo vocione…”
Tra un bicchiere di rosso toscano ed una zuppa, Zampaglione racconta i suoi esordi come musicista con il regista Joe D'Amato (“scrissi le musiche per un rifacimento di 'Flashdance', che non è mai uscito. Per fortuna…') , la sua passione per il cinema, il prossimo tour in partenza da Ancona il 16 novembre, e che non gli piace essere definito un cantautore: “Non fraintendetemi: amo moltissimo la musica dei cantautori, da Pino Daniele, a Battiato e Lucio Dalla, che ho riscoperto quando abbiamo duettato con lui in 'Quant'è profondo il mare'. Ma io credo di avere un approccio diverso: mi piace giocare con i suoni, sperimentare, e soprattutto mi piace farlo in compagnia di un gruppo. Mi annoio a lavorare da solo, in una dimensione autoreferenziale”.
Rockol pubblicherà prossimamente sul proprio canale streaming la videointervista a Zampaglione, insieme alle immagini di alcuni dei brani eseguiti per piano, voce e chitarra dai Tiromancino durante la presentazione di ieri, 10 ottobre.
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