The Observer 2013: l'intervista ai MiSaCheNevica

The Observer 2013: l'intervista ai MiSaCheNevica

Due settimane fa, abbiamo presentato i MiSaCheNevica sulle pagine di The Observer. La settimana scorsa, invece, commentato il loro disco d’esordio intitolato “Come pecore in mezzo ai lupi”. Oggi abbiamo preso contatto con il trio padovano per fare quattro chiacchiere e conoscerli un po’ più da vicino, chiudendo così in bellezza lo spazio a loro dedicato. Una conoscenza che, nella maniera più classica possibile, inizia dalla scoperta delle origini del gruppo e in modo particolare del nome (dai tratti vagamente post rock) scelto dalla band. E’ Walter a prendere per primo la parola: “I MiSaCheNevica nascono prima di tutto per soddisfare un'esigenza: creare musica togliendo più possibile le cose superflue, senza paura di risultare scarni. Da qui la scelta di suonare in trio, e quella di usare i nostri limiti tecnici come una caratteristica invece di nasconderli come un handicap. Per quanto riguarda il nome non lo avevo mai accostato al post rock, ma ora che mi ci fai pensare... In primis ci affascinava la sensazione di magia e di estraneità che può dare una bella nevicata al risveglio; per pochi istanti può sembrare splendido e nuovo anche il paesaggio più grigio e noioso. Questa sensazione ci ha fatto innamorare del nome, che secondo noi la evocava”.

Per il disco d'esordio i MiSaCheNevica hanno optato per l'analogico in presa diretta. Sei giorni ore per "averlo in mano" e poi farlo masterizzare a Chicago. Una band che si è presentata con le idee chiare fin dal principio… “Diciamo che sulla carta sapevamo bene a cosa andavamo incontro” prosegue Walter, “ma in pratica era la nostra prima volta, sia per l'analogico che per l'esperienza della presa diretta! Certo c'era quella tensione pre-studio perché sai che hai poco tempo e se sbaglia uno si deve rifare da capo tutti. Volevamo un suono diverso per queste canzoni, volevamo una resa live, rock 'n' roll, volevamo un disco di canzoni in italiano che suonasse come un disco della K Records”.



Il frutto di questo lavoro in studio altro non è che “Come pecore in mezzo ai lupi” è un disco in grado di suonare allo stesso tempo sia alternativo che pop: “Cercare di scrivere canzoni pop nell'essenza, ma che siano pregne della nostra personalità, e non scontate è il nostro scopo principale” confida ancora Walter a Rockol. “La cosa è riuscita fortunatamente in maniera molto istintiva. Lavoro molto inizialmente da solo per scrivere e buttare giù idee melodiche, poi raggruppo le più interessanti e le sottopongo ai ragazzi, da li comincia il lavoro di rifinitura compositiva in sala prove, e qui è un gioco tutto basato sull'intesa dei componenti di una band”.
E, successivamente, con Matt Bordin dei Mojomatics, produttore del disco: “Io (Walter) sono un fan dei Mojomatics e del lavoro dell'OUTSIDE/INSIDE STUDIO, volevo un suono forte e caratteristico, e gli ho scritto ‘Ragazzi vogliamo registrare da voi il nostro esordio, provate ad ascoltare cosa facciamo e poi se vi va ci trovate un buco?’ E loro mi hanno risposto ‘Dai che in una settimana o poco più registriamo e missiamo l'intero disco!’. Stanno scherzando ho pensato, ma poi abbiamo registrato e missato undici brani in sei giorni. Siamo arrivati con le idee chiare e durante le riprese avevamo tutte le parti definite; Matt ha messo la sua attitudine e il suo talento nel missarlo a suo gusto, e noi ci siamo affidati totalmente”. Idee chiare che sembrano stridere con il momento generale che in Italia stiamo attraversando. Un momento, per usare un eufemismo, "difficile", e molto distante dal concetto di fiducia. I MiSaCheNevica, in "Come pecore in mezzo ai lupi", raccontano infatti di una generazione confusa, alle prese con la dura vita di oggi e sostanzialmente a corto di mezzi per poterla affrontare: “Ecco su questo punto siamo anche noi tra i confusi, e di soluzioni a breve termine non ne abbiamo proprio. A vedere come sono finite le votazioni la confusione aumenta ancora, anche se c'è senz'altro la speranza di sentire almeno un po' di profumo di cambiamento invece dell'olezzo del vecchio”.



Da qui poi, per arrivare a capire il senso del titolo, "Come pecore in mezzo ai lupi", il passo è breve. E’ Antonio questa volta a entrare nel dettaglio: “A volte i MiSaCheNevica si sentono tali perché cercano di proporre un tipo di musica nei limiti del possibile spontanea, immediata ed originale, ‘dandola in pasto’ a persone più spesso a loro agio con prodotti perfetti/studiati/plastificati. Al giorno d'oggi, e nei più svariati ambiti, regna comunque una tale confusione che rende difficile distinguere il bianco dal nero e i lupi dalle pecore”. Uno degli sfoghi naturali di questo senso di confusione, secondo i MiSaCheNevica, è il rimpianto per i tempi passati. In "Retromania" i Nostri cantano di una nostalgia diffusa che sembra pervadere un po’ tutti. Ma di cosa hanno nostalgia i MiSaCheNevica? “Credo siano molte le cose di cui abbiamo nostalgia”, prosegue Antonio. “La nostra infanzia, nella quale tutto scorreva tranquillo sotto il vigile occhio dei genitori; la musica "alternativa" degli anni '90, che ci ha spinto ad imbracciare gli strumenti e a metterci in gioco; la televisione dell' epoca pre-reality show; le vacanze della scorsa estate; la tagliata di manzo mangiata dieci giorni fa; e così via”.

Il modo migliore per combattere la nostalgia non può che essere progettare il futuro. Su questo punto però il trio padovano si espone ancora con una certa cautela… “I Sex Pistols dicevano ‘No future’” taglia corto Antonio. “Noi faremo di più: ‘Nessun futuro, nemmeno nell'immediato’”.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.