Greg Lake (King Crimson, ELP): 'Il punk? Non è vera musica, ma solo una moda'

"Il punk non è vera musica, ma solo una moda": così Greg Lake - leggendario padre fondatore dei King Crimson e del supergruppo Emerson, Lake and Palmer - ha definito il genere che sul finire degli anni '70 si impose sulle scene musicali come diretta "conseguenza" del prog, spostando l'attenzione del pubblico verso una musica più facile e grezza.

Durante un'intervista rilasciata all'edizione americana di Rolling Stones, il pioniere del prog ha infatti dichiarato: "Se vogliamo parlare di vero punk, dobbiamo guardare ad artisti come gli Who o ai Rolling Stones. Persone che all'inizio avevano davvero un'attitudine punk, che te la spiattellavano dritta in faccia. Ma facevano un tipo di musica più accondiscendente. Questo modo di picchiare le corde e di sbraitare al microfono per me non è arte. Sai, possiamo definire tutto arte, no? Si dice sempre 'è arte, è arte'. Ma io non sono convinto che la musica possa determinare il gusto di un periodo. La moda può farlo. E possono essere considerate icone fashion la spilla da balia al naso, il kilt, quella stupida capigliatura con la cresta e tutto il resto. Ma davvero, questo non significa altro che cavalcare l'onda del successo e ricavare soldi dalla musica rock. Questo è quello che è successo. E poi dopo hanno creato un genere via l'altro. New wave, il garage… un genere via l'altro, ecco".

L'artista britannico, nato a Bournemouth nel 1947, ha poi proseguito dicendo: "Dico tutto questo senza denigrare la musica progressive - non solo gli ELP, ma anche tutte quelle band che si sono definite prog - ma si bruciati da soli. Davvero sembravano degli stupidi alla fine. Tutto era sfiorito. Posso solo dire, in difesa degli ELP, che, sebbene facessimo anche noi cose stravaganti - di certo piuttosto piccole rispetto agli standard di oggi - a quel tempo giravamo con 140 persone al nostro seguito, su 11 autoarticolati. Avevamo il nostro medico personale e tutte quelle cose a pazzi. Ma per noi non si trattava solo di essere il più rumorosi e grandi possibile. Cercavamo sempre di andare un gradino più in la, di fare un passo avanti. Alla fine eravamo diventati qualcosa di veramente grosso, ma sempre connessi alla musica. Non qualcosa di fine a se stesso".

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