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NEWS   |   Pop/Rock / 04/03/2013

Addio a Stanley Snadowsky, cofondatore del Bottom Line di New York

Addio a Stanley Snadowsky, cofondatore del Bottom Line di New York

La morte risale al 25 febbraio, ma la notizia della scomparsa di Stanley Snadowsky, cofondatore del leggendario club newyorkese Bottom Line, è circolata sui grandi media solo nel corso del weekend. Snadowsky, che aveva settant'anni, è stato stroncato a Las Vegas da complicazioni diabetiche: la ex agente stampa del club Carol Klenfner ha raccontato che fino all'ultimo, circondato dalla famiglia, ha voluto ascoltare "Bat out of hell" di Meat Loaf, uno dei suoi album preferiti di sempre.

Noto e rispettato anche come avvocato, Snadowsky era stato anche uno dei primi manager e legali dei Kiss. Aveva aperto il Bottom Line, sulla West 4th nel Greenwich Village tra Mercer e Greene Street, il 12 febbraio del 1974 insieme a Allan Pepper, lui pure di Brooklyn e suo amico dai tempi delle scuole elementari (prima di allora i due avevano organizzato concerti per altri storici locali newyorkesi come il Village Gate, il Gerde's Folk City, The Scene e l'Electric Circus).

Il piccolo locale, capienza 400 persone, aveva preso il posto di un jazz club chiamato Red Garter e la sera dell'inaugurazione aveva ospitato una jam session tra Dr. John, Stevie Wonder e Johnny Winter sotto gli occhi di ospiti come Mick Jagger e Carly Simon. Sono migliaia gli artisti che si sono esibiti in quel piccolo spazio: tra questi Bruce Springsteen (celeberrima la sua residency di 10 show in cinque sere tra il 13 e il 17 agosto del 1975, poche settimane prima della pubblicazione di "Born to run"), Miles Davis, Dizzy Gillespie, Billy Joel, Ravi Shankar, Joan Baez, i Ramones, i Police e Prince, mentre proprio al Bottom Lime, tra il 17 e il 21 maggio del 1978, Lou Reed aveva registrato il suo "Live: Take no prisoners" (tra gli altri artisti che hanno pubblicato esibizioni live nel locale figurano Willy DeVille, David Johansen, Betty Carter e Laura Nyro). 

I due soci erano stati obbligati a chiudere i battenti il 22 gennaio del 2004, schiacchiati da un debito di 180 mila dollari di affitti arretrati nei confronti del proprietario dell'immobile, la New York University, e nonostante Springsteen e altri artisti si fossero dichiarati disposti a ripianare il debito di tasca loro. Ogni loro tentativo di riaprire il locale in altra sede, da allora, non aveva avuto successo, anche se Pepper e Snadowsky avevano contribuito all'apertura di un Bottom Line a Nogaya, in Giappone.