UK, per Neil Warnock (Agency Group) 'i contratti a 360 gradi sono immorali'

UK, per Neil Warnock (Agency Group) 'i contratti a 360 gradi sono immorali'

Saranno anche la nuova frontiera (oggi, d'altronde, già messa in discussione) del music business, ma i cosiddetti "contratti a 360 gradi", secondo qualcuno, sono immorali. Soprattutto se vengono imposti agli artisti emergenti: a dirlo è Neil Warnock, un veterano dell'industria musicale in pista da una cinquantina d'anni che ha lavorato con superstar come Rolling Stones, Pink Floyd, Johnny Cash, Dolly Parton e Michael Jackson.

Warnock, che si occupa di booking tramite l'Agency Group di cui è amministratore delegato, sostiene che "nessuna società dovrebbe possedere tutto ciò che fa un artista", e che i musicisti che scelgono di fare da sé potrebbero costringere presto le case discografiche a cambiare strategia: "Le grandi società di entertainment potrebbero anche smettere di registrare dischi e potrebbero essere costrette a offrire un menù diverso di servizi", ha dichiarato all'Independent. "Marketing per qualcuno, magari distribuzione per qualcun altro e così via. Non possono più fare tutto loro". "Troppe case discografiche", sostiene Warnick, "sono gestite da contabili che vogliono recuperare troppo in fretta i soldi che hanno speso sugli artisti, e che così si tirano indietro troppo presto. Molti artisti hanno bisogno di sette album per sviluppare il loro potenziale".

Ci sono, a suo avviso, delle eccezioni: "XL e Sony, per esempio, hanno gestito Adele in modo brillante. Sapevano quel che stavano facendo. Se vendi un milione di cd quello è il momento di spendere più soldi nel marketing perché è facile trasformare un milione di copie in dieci milioni".

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