La IFPI: 'Nel 2012 l'industria musicale è tornata a crescere dopo 13 anni'

La IFPI: 'Nel 2012 l'industria musicale è tornata a crescere dopo 13 anni'

Proprio mentre la recessione globale sembra toccare, specie in Europa, uno dei suoi picchi negativi, arrivano segnali di un - seppur timido - rimbalzo da quello che da anni, ormai, è uno dei comparti industriali più in crisi, quello musicale: stando ad un rapporto diffuso oggi dalla IFPI, la federazione internazionale dell'industria fonografica, la discografia mondiale ha fatto segnare, le corso del 2012, il primo saldo in attivo da 13 anni a questa parte.

Venendo ai numeri, il music biz internazionale sarebbe cresciuto lo scorso anno dello 0,3%, "il miglior risultato dal 1998", chiarisce il rapporto, che osserva come il risultato sia un segno tangibile che "i miglioramento osservati sui mercati nel 2011 abbiano effettivamente avuto in seguito". Con un volume d'affari di 5.6 miliardi di dollari (il 9% in più rispetto all'anno precedente), il mercato digitale avrebbe visto salire al 34% la propria quota, consolidatasi soprattutto in paesi come India, Norvegia, Svezia e Stati Uniti.

Sembrano quindi essere gli store online la locomotiva di questo ritorno all'attivo, e i dati allegati al rapporto spiegano il perché. Al mondo, il 62% dei navigatori sul Web si rivolge a servizi legali per ascoltare e scaricare musica: i servizi in abbonamento hanno infatti visto crescere il proprio numero di abbonati del 44% nei soli ultimi dodici mesi, mentre le unità scaricate - 4 miliardi e trecento milioni in tutto il mondo - hanno fatto salire i download nel 2012 del 12%.

"Abbiamo tante cose da fare e un sacco di opportunità davanti a noi", ha commentato il vicepresidente di Warner Music Group Stu Bergen: "Fino a poco fa, la maggior parte dei nostri utili proveniva da una ristretta cerchia di paesi. Ora, con i canali digitali, possiamo sfruttare il mercato globale più di quanto non sia mai stato fatto fino ad ora". "Stiamo già vedendo crescere il mercato dal Brasile alla Scandinavia, dal Canada all'India", gli ha fatto eco Edgar Berger, presidente della Sony Music: "Credo che questo sia solo l'inizio di una crescita storica del nostro comparto".

I mercati emergenti, ovviamente, stanno avendo un ruolo fondamentale nel determinare l'andamento rilevato: se fino al 2011 i maggiori servizi digitali di streaming e download erano attivi solo in una trentina di paesi, dodici mesi dopo la copertura globale si è allargata ad oltre cento nazioni. In particolare, a fare segnare dati impressionanti è l'India, il cui mercato - in crescita da tre anni a questa parte - ha fatto segnare lo storico sorpasso dei supporti digitali ai danni di quelli fisici.

A segnalarsi, in Europa, è l'Olanda, il cui mercato digitale - nonostante un tasso di pirateria decisamente alto se rapportato a quello di paesi simili - è cresciuto del 52% solo nel 2012: e benché il crollo delle vendite fisiche abbia fatto segnare nei Paesi Bassi un bilancio lievemente negativo, gli analisti stimano che il boom dei servizi su Web possa contribuire a rilanciare il comparto nel corso del prossimo anno.

"Il Digital Music Report di quest'anno riflette il crescente ottimismo nei confronti dell'industria musicale internazionale", ha chiosato il presidente dell'IFPI Frances Moore: "Siamo sulla strada giusta per correggere e guidare i mercati digitali. Sono risultati ottenuti con molta fatica, dai quali partiremo per operare nel 2013".

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