Come combattere la 'pirateria' on-line: ecco la ricetta dei discografici USA

Ricalcando le parole di artisti come Mark Knopfler (vedi news), anche Hilary Rosen, presidente dell'associazione dei discografici americani RIAA, ha paragonato ad un furto in negozio il file sharing non autorizzato di musica.

La Rosen ha ribadito la sua posizione nella testimonianza resa la settimana scorsa davanti alla sottocommissione parlamentare USA che indaga sui rapporti tra Internet e proprietà intellettuale. Nella stessa occasione, la rappresentante dell'industria musicale statunitense ha anche illustrato in dettaglio i punti chiave della sua strategia per arginare un fenomeno che, a suo dire, sta compromettendo in modo sempre più pesante le vendite di CD. La sua controffensiva anti-pirateria, che vede la RIAA collaborare con numerosi artisti e organizzazioni di categoria nella coalizione MUSIC (Music United for a Strong Internet Copyright, vedi news), prevede una massiccia campagna informativa ed educativa indirizzata al pubblico, un uso più intensivo di tecnologie autodifensive che impediscano la copia elettronica dei supporti, una punizione più puntuale dei trasgressori da parte del sistema giudiziario e una diffusione più ampia di servizi di distribuzione legale di musica in rete: su quest'ultimo punto, in particolare, le case discografiche sono ancora ferme ad uno stadio iniziale e considerato del tutto insoddisfacente dai consumatori, intimorite dal rischio di farsi scippare dagli hackers i loro copyright e cataloghi più preziosi e remunerativi.
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