NEWS   |   Industria / 22/02/2013

SIAE, il TAR dice no all'annullamento dello statuto. Elezioni confermate

SIAE, il TAR dice no all'annullamento dello statuto. Elezioni confermate

Il TAR del Lazio ha respinto la domanda di annullamento dello statuto della SIAE e di contestuale sospensione delle elezioni in programma il 1° marzo così come richiesto dalle associazioni Acep, Arci e Audiocoop, convinte che le nuove norme di governo dell'ente introducano una disparità di trattamento tra autori ed editori associati in base al censo. L'organo amministrativo ha ritenuto che il rinvio delle elezioni (la cui organizzazione sarebbe costata alla SIAE oltre un milione di euro) recherebbe grave pregiudizio al funzionamento della società degli autori, e che le ragioni addotte dai ricorrenti non siano sufficienti a giustificarne il differimento delle consultazioni.

In una nota diramata poco fa, Acep, Arci e AudioCoop esprimono "il loro rammarico per la decisione dei giudici ma si dicono convinte e fiduciose che il Tribunale Amministrativo, nel prosieguo del giudizio, saprà valutare ed apprezzare la palese anomalia ed illegittimità della condotta di un Commissario Straordinario che, in aperta violazione di ogni regola di governo democratico, affida il Governo di un ente pubblico economico a base associativa chiamato a rappresentare gli interessi di quasi 100 mila autori ed editori nelle mani di qualche decina di loro, solo perché più ricchi". "Quando i giudici amministrativi, tra qualche mese, disporranno dei dati e delle informazioni relative allo svolgimento delle elezioni del primo marzo", continua il comunicato, "non potranno che convenire sulla circostanza che - come lamentato nel nostro ricorso - il nuovo Statuto consegna la SIAE ad una plutocrazie". Le tre associazioni, insieme agli altri autori ed editori ricorrenti, denunciano inoltre "i numerosi ostacoli incontrati dagli associati nel libero esercizio del diritto di voto".

Di tenore opposto il commento della FEM (Federazione Editori Musicali), che ha espresso soddisfazione per la pronuncia del TAR: "Questa decisione", sostiene l'associazione di categoria, "non fa che confermare che i criteri adottati dal nuovo Statuto Siae, in particolare quelli che riconoscono il peso economico e quindi il valore professionale degli associati, sono criteri di equilibrio e buon senso che ci auguriamo possano traghettare la SIAE verso un futuro di maggiore efficienza e professionalità in linea, peraltro, con i principi comunitari appena espressi nella bozza di direttiva sulle società di collecting". Il presidente Filippo Sugar ha aggiunto che "questo giudizio del TAR rinnova la speranza che nel nostro Paese la ragionevolezza possa prevalere sulla demagogia. Da sempre sosteniamo che gli autori che con le loro opere hano avuto successo e riconoscimento siano un grande patrimonio culturale ed economico del nostro Paese (....). E' per questo che l'Associazione che presiedo ha sempre ritenuto che gli autori e gli editori professionisti che hanno ottenuto maggiore riscontro dal pubblico e dal mercato debbano avere l'onere di assumersi, insieme, la responsabilità principale nella conduzione e nel rilancio della SIAE".