Rete A All Universal

Parte la campagna pubblicitaria per il rafforzamento del marchio di Rete A All Music, riverniciata a nuovo dopo la separazione da Viva (valore complessivo dichiarato dell'operazione, incluse le successive promozioni via stampa e radio: 500 mila euro). E, come anticipato dai comunicati stampa, affissioni in formato gigante cominciano a tappezzare vialoni e strade a grande percorrenza di tutti i capoluoghi di regione italiani.
Dai grandi tabelloni multicolori spuntano i volti e le immagini delle star locali e internazionali della musica che invitano a sintonizzarsi sull'emittente musicale guidata da Alberto Peruzzo. Ma – sorpresa - ad un'occhiata un po' più attenta ci si accorge che i prestigiosi testimonial selezionati per lanciare la nuova stagione TV appartengono tutti alla stessa famiglia: Zucchero, Jovanotti, Alex Britti, Enrique Iglesias, Ronan Keating e gli altri sono accomunati infatti dal fatto di essere legati alla stessa casa discografica, la Universal. Curioso, per un'emittente che – soprattutto dopo il divorzio da Viva, creatura delle multinazionali discografiche – è gestita in modo del tutto autonomo dalle major.
Perché non ci sono Moby e Vasco Rossi, Ligabue e i Red Hot Chili Peppers, Battiato e gli Oasis, Giorgia e Alicia Keys? Dove sono BMG, Sony, Warner ed EMI? Ci sono altri cartelloni, in giro, che recano i volti dei loro artisti (noi non li abbiamo visti)? Tra Universal e Rete A Allmusic è sbocciato un amore esclusivo? O forse solo con il marchio di casa Vivendi è stato facile trovare un accordo per lo sfruttamento dell'immagine degli artisti?
E' un dettaglio minimo, quasi trascurabile, nel mare di stranezze che contraddistinguono il mondo discografico. Ma l'anomalia resta, e la curiosità anche...
Dall'archivio di Rockol - Virtual Time, 'Waves Are Calling' #Nofilter per Rockol
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