Tiscali-KaZaA: un'alleanza che fa infuriare la discografia

E’ già polemica rovente sul matrimonio di interesse siglato tra il provider Internet italiano e il celebre sito “fuorilegge” che promuove lo scambio non autorizzato di musica in rete.

Le due società, secondo quanto ha anticipato il New York Times, hanno sottoscritto un accordo commerciale in base al quale Sharman Networks, proprietaria di KaZaA, pubblicizzerà le connessioni ad alta velocità offerte sul mercato da Tiscali presso la sua “community” europea che vanta decine di milioni di persone, mentre l’azienda di Renato Soru pagherà una quota al consorzio australiano per ogni nuovo abbonamento sottoscritto da utenti di KaZaA.

Entrambe le parti in causa, commentano gli esperti, hanno buoni motivi per trovare conveniente l’affare, e pazienza se le case discografiche si stanno già infuriando: KaZaA ottiene il suo primo “sdoganamento” ufficiale e una patente di rispettabilità da parte di un’azienda leader della new economy a livello europeo (7 milioni di utenti registrati in 15 paesi); per Tiscali, che della musica ha fatto da subito uno dei suoi cavalli di battaglia (con il portale Musix, in Italia), l’offerta di un grande catalogo di canzoni (ma anche di video e film) rappresenta il bonus in grado di convincere un maggior numero di utenti a convertirsi – pagando - alle connessioni ad alta velocità in luogo dei tradizionali e più lenti collegamenti via modem: passo che per ora hanno fatto soltanto 100 mila dei suoi clienti.


I portavoce della net company sarda, raggiunti dal New York Times, difendono la loro scelta: “Siamo contro la pirateria”, ha replicato il responsabile media e accessi Mario Mariani, dichiarandosi convinto che non sono i servizi di file sharing come KaZaA a provocare il declino delle vendite discografiche. “Il problema della musica su Internet non consiste nella domanda, che è enorme, ma nell’offerta. E noi siamo convinti che accordi di questo genere spingeranno le case discografiche a cercare nuove forme di distribuzione on-line”.
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