Yo La Tengo in Italia: 'La musica indie? Non sappiamo cosa voglia dire'

Yo La Tengo in Italia: 'La musica indie? Non sappiamo cosa voglia dire'

Sono artigiani discreti e silenziosi, gli Yo La Tengo da Hoboken, New Jersey, dall'altra parte dell'Hudson River rispetto a Manhattan: città natale di Frank Sinatra, tanto per dire, e di un piccolo, mitico tempio dell'indie rock anni '80 e primi '90, quel Maxwell's in cui hanno suonato un po' tutti (i Nirvana e gli Smashing Pumpkins, gli Husker Du e i Red Hot Chili Peppers, i Sonic Youth e i Soundgarden: l'elenco è veramente infinito). Ma anche dei passisti, dei maratoneti infaticabili. E i loro dischi sono i classici sleepers, titoli che si insinuano lentamente sotto pelle e si fanno ricordare negli anni. Senza clamori, ma con effetti duraturi garantiti. In quasi trent'anni di carriera - l'esordio risale al 1984 anche se il primo disco, "Ride the tiger", è di due anni successivo - Ira Kaplan (chitarra e voce) e Georgia Hubley (batteria e voce), raggiunti nel 1992 da James McNew (basso), hanno avuto i loro alti e bassi, naturalmente. Ma "Fade", il nuovo album uscito per la Matador a inizio anno, è subito sembrato appartenere al ramo più nobile della loro produzione, immediatamente apparentato da critica e fan (ma non dal gruppo) a classici della band come "I can hear the heart beating as one" (1997) e "And then nothing turned itself inside out" (2000).

Un disco inclinato sul lato più soffice e melodico della musica del trio anche se, spiega McNew, "non si è trattato affatto di una scelta intenzionale. Suonare in modo quieto e tranquillo è un aspetto della band che ci viene molto naturale. Però nel disco c'è anche rumore, ci sono anche suoni più fragorosi. E no, non stiamo cercando coscientemente di avvicinarci a un pubblico nuovo e più vasto: non sapremmo neanche come farlo. Siamo molto soddisfatti dei fan che abbiamo e del successo che abbiamo riscosso fino a oggi. Detto questo, ovvio che chiunque voglia ascoltarci per la prima volta è il benvenuto!".



Contenuto non disponibile


Per gli Yo La Tengo la coerenza è un valore assoluto, e anche il punto di forza che ne ha fatto un gruppo di culto capace di durare nel tempo. "Sì, ci sentiamo quelli di sempre", conferma McNew. "Siamo cambiati e cresciuti musicalmente, ma la nostra motivazione e il nostro desiderio sono rimasti gli stessi degli inizi". Un'altra risposta secca e concisa, com'è la musica del gruppo. Anche quando gli Yo La Tengo si lanciano in avvolgenti rock mantra come "Ohm", il pezzo che apre "Fade", o colorano le loro ballate scarne con ariose sezioni d'archi. "Sono più di dieci anni che le usiamo regolarmente nei nostri dischi, ormai", ricorda il bassista. "Anche stavolta è stata una scelta del gruppo e non del produttore John McEntire, a cui abbiamo chiesto un contributo diverso: lui è un mago del suono e del missaggio". Quanto a "Ohm", aggiunge, "per me la musica meditativa è molto importante. Abbiamo sempre amato la ripetitività e gli schemi ipnotici. Quella è una canzone che sentiamo profondamente nostra ma che non intende rappresentare nulla di specifico".

In perfetto stile Yo La Tengo, comunque. Sarà per quel feeling improvvisativo che da sempre li contraddistingue, e che ha portato uno strumentale di dodici minuti a prendere poi la forma di "Stupid things", un altro dei pezzi chiave del disco. "Quasi tutte le canzoni che abbiamo scritto scaturiscono da lunghe jam strumentali. 'Stupid things' è nata come un'improvvisazione spontanea; su quella base abbiamo effettuato una registrazione multitraccia aggiungendo altri elementi e altri strumenti". Come fosse la cosa più semplice e naturale del mondo. Anche per questo gli YLT sono diventati un'icona dell'alternative rock, l'epitome involontariamente cooldell'essere indie. McNew, pacatamente, dissente: "Non sappiamo veramente che cosa significhi essere indie, per noi è soltanto una pigra etichetta di marketing. Abbiamo sempre fatto le cose a modo nostro, questo è vero, e nei turbini del mercato musicale di oggi ci troviamo non dico più a nostro agio di prima ma sicuramente avvantaggiati dal nostro bagaglio di esperienza. Il crowdfunding? Mi sembra una cosa poco dignitosa. Preferiremmo farci tutto da noi, e anzi spesso lo facciamo già".

Ostinati nelle loro idee, e anche pionieristici: tra i primi a spulciare i vecchi cataloghi e a pescare classici misconosciuti da riproporre su un palco quando il vintage e il recupero del passato importavano a pochi. "Dal vivo aggiungiamo continuamente cover alla setlis", conferma McNew senza rivelare nulla di più riguardo a quel che ascolteremo il 10 marzo, quando il gruppo sarà in concerto al Lime Light di Milano. Magari la "I saw the light" di Todd Rundgren che hanno inciso l'anno scorso per un progetto discografico a scopo di beneficenza? McNew non si sbilancia, ma aggiunge: "Ho sempre trascorso più tempo ad ascoltare musica antica che moderna. In giro c'è una quantità enorme di cose interessanti, la speranza è di trovare sempre il tempo per scoprire canzoni e album che all'epoca dell'uscita ti eri perso". Le sorprese, sembra di capire tra le righe, non mancheranno neanche stavolta.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.