In-Grid: 'Sono un'artista, a 360 gradi'

La voce di "Tu es foutu" non è la classica bella ragazza con una bella voce in balìa di astutissimi produttori discografici in cerca della "one hit wonder" perfetta: Ingrid - questo è il suo vero nome, che in arte è diventato In-grid - ha alle spalle 4 anni di studio di chitarra classica, 12 anni di "carriera" come interprete di classici francesi e, soprattutto, una grandissima passione per il teatro. E proprio su un palco ci piacerebbe vederla, anche se: "Il successo mietuto da 'Tu es foutu' ha sconvolto la mia vita: sto per partire per l'Olanda, dove il pezzo sta andando benissimo, e prossimamente mi spingerò fino in Russia. Sono contentissima, anche se questo improvviso clamore, adesso, mi costringe ad osservare dei ritmi molto serrati: ho lavorato parecchio in teatro, e non appena sarò un po' più libera tornerò di certo a calcare le assi". Certo, perché a Ingrid, che Rockol ha raggiunto telefonicamente a Roma, non basta esprimersi solamente come vocalist: "So che può sembrare scontato, ma mi sento un artista a 360 gradi: mi piace la pittura, la recitazione, la danza, e naturalmente la musica. Certo, per ora i risultati maggiori li ho ottenuti cantando, ma in futuro chissà...". E proprio del futuro vogliamo sapere: "Attualmente, io ed i miei produttori stiamo lavorando ad un secondo singolo, sempre cantato in francese, che dovrebbe uscire il prossimo ottobre: per l'album - che sarà sempre cantato in francese - le idee ci sono, ma ora è prematuro parlarne...". Ingrid, un nome datole dai genitori cinefili appassionati di Bergman, ci spiega poi il suo rapporto con l'idioma francese: "Cantare in francese è sempre stato nel mio DNA musicale: ho un timbro vocale che si presta molto ai vibrati, e la lingua dei nostri cugini cisalpini mi è sempre stata molto congeniale, sin da quando cantavo a convention e nei locali". Nel brano "Tu es foutu", accompagnato da un clip ormai in heavy rotation sui canali specializzati, Ingrid racconta, con una voce soave e dolcissima, di una storia d'amore finita male: "Si, certo: è nata da un'esperienza autobiografica che mi ha lasciato scottata ecc....", ci racconta tra l'annoiato ed il divertito: "Scherzi a parte, nel testo del brano, che ho scritto io, non c'é nulla di morboso, anzi. Il fatto che una voce così dolce canti un testo in apparenza così duro è semmai ironico: volevo sdrammatizzare, tutto qui. Il brano ha una spiccata attitudine pop, nonostante la base percussiva dance, perché io non sono una grande amante del 'clubbing': anche nel video, l'atmosfera retrò ed i riferimenti a Hitchcock (in particolare a "Caccia al ladro") sono stati realizzati in questo spirito".
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