Il nuovo lavoro, che sarà anticipato dal singolo “You are the one”, si presenta come un album intimista in cui la Chapman racconta storie molto personali; nessun riferimento viene fatto, per esempio, all’attentato dell’ 11 settembre: “Non sono una cantastorie che adegua il suo stile alle circostanze”, si giustifica la cantante che si è sempre distinta per l’impegno sociale e politico delle sue canzoni, “Molti dei brani sono stati scritti prima dell’attentato, ma questo non vuol dire che io appoggi le reazioni che gli Stati Uniti hanno avuto in questa circostanza, né l’idea di un intervento armato contro l’Iraq. Prima di rischiare una sola vita”, aggiunge l’autrice di “Talkin' bout a revolution”, “ci sono mille considerazioni da fare”. (Fonte: La Repubblica)
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19/09/2002
Esce ‘Let it rain’, ben tornata Tracy Chapman
Uscirà il prossimo 18 ottobre ”Let it rain”, il nuovo disco della cantautrice afroamericana Tracy Chapman, che torna sulla scena a distanza di due anni da “Telling story”, album uscito nel 2000.
Il nuovo lavoro, che sarà anticipato dal singolo “You are the one”, si presenta come un album intimista in cui la Chapman racconta storie molto personali; nessun riferimento viene fatto, per esempio, all’attentato dell’ 11 settembre: “Non sono una cantastorie che adegua il suo stile alle circostanze”, si giustifica la cantante che si è sempre distinta per l’impegno sociale e politico delle sue canzoni, “Molti dei brani sono stati scritti prima dell’attentato, ma questo non vuol dire che io appoggi le reazioni che gli Stati Uniti hanno avuto in questa circostanza, né l’idea di un intervento armato contro l’Iraq. Prima di rischiare una sola vita”, aggiunge l’autrice di “Talkin' bout a revolution”, “ci sono mille considerazioni da fare”. (Fonte: La Repubblica)
Il nuovo lavoro, che sarà anticipato dal singolo “You are the one”, si presenta come un album intimista in cui la Chapman racconta storie molto personali; nessun riferimento viene fatto, per esempio, all’attentato dell’ 11 settembre: “Non sono una cantastorie che adegua il suo stile alle circostanze”, si giustifica la cantante che si è sempre distinta per l’impegno sociale e politico delle sue canzoni, “Molti dei brani sono stati scritti prima dell’attentato, ma questo non vuol dire che io appoggi le reazioni che gli Stati Uniti hanno avuto in questa circostanza, né l’idea di un intervento armato contro l’Iraq. Prima di rischiare una sola vita”, aggiunge l’autrice di “Talkin' bout a revolution”, “ci sono mille considerazioni da fare”. (Fonte: La Repubblica)