Sanremo 2013: Renzo Rubino in sala stampa

Sanremo 2013: Renzo Rubino in sala stampa

C'è anche una tastiera, sul tavolo della sala stampa: è lì perché Renzo Rubino possa raccontare, in musica, la sua vicenda umana. Quella di uno che ha cominciato suonando in un night club di Fasano, Puglia. E Rubino narra la sua storia interpolandola con frammenti di canzoni di quelle che cantava allora. Un modo originale, e meno noioso del consueto, per incontrare i giornalisti, che nel pomeriggio soffrono di abbiocchi e per una volta sembrano meno distratti del solito.
Al tavolo con Renzo ci sono anche il suo produttore, Andrea Rodini – che l'ha fatto iscrivere ad Area Sanremo, il tragitto attraverso il quale Rubino si è procurato l'accesso al Festival del 2013 – e il tenore David Righeschi, che ieri sera l'ha accompagnato nell'esibizione all'Ariston. Richiesto di quale canzone avrebbe cantato se gli fosse stato permesso di partecipare alla serata di Sanremo Story, Rubino intona un classico del trash festivaliero, “Che brutto affare” (Jo Chiarello, 1981).
Si annuncia l'uscita di “Poppins”, album di debutto del cantautore pugliese, e intanto in sala stampa nessuno se la sente di pronunciare la domanda che tutti vorrebbero fare – sulle preferenze sessuali di Renzo e sulle eventuali connessioni della sua vita privata con il tema della sua canzone sanremese.
"Poppins”, dice Rubino, “contiene dodici canzoni che rispecchiano ognuna una delle mie molteplici facce: è una valigia piena di sorprese”. E finalmente, pur se preso un po' alla larga, il tema incombente arriva sul tavolo. “Non ho mai voluto trattare l'argomento 'omosessualità': volevo raccontare una storia vera. Per me l'amore è uno, non ce ne sono diversi generi, e vorrei che fosse sempre tutelato”.

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