James Taylor a Roma: 'Ricordo l'11 settembre, ma sono solo uno scrittore di canzoni

James Taylor a Roma: 'Ricordo l'11 settembre, ma sono solo uno scrittore di canzoni
Pantaloni color cachi, maglia grigia, stivaletti e occhialini quasi trasparenti. E tanta disponibilità e gentilezza. James Taylor, 54 anni, uno dei giganti della musica internazionale degli ultimi decenni, si è presentato così all'incontro con la stampa di questa mattina a Roma. L'artista di Boston ha da poco pubblicato un nuovo album, "October road" (vedi news), che arriva nei negozi a cinque anni di distanza da "Hourglass", che nel 1997 gli aveva fatto vincere un Grammy nella categoria "Best pop vocal album". "Ad uno come me piace far le cose per bene", quasi si giustifica Taylor. "Questo è il motivo della lunga pausa tra un disco e l'altro. Ma è anche vero che ho avuto un piccolo incidente: a Parigi mi hanno rubato le prime registrazioni delle canzoni. Ho lasciato il registratore in un taxi e non l'ho più ritrovato. Per fortuna avevo trascritto quasi tutto su carta. Comunque questo furto alla fine mi è servito a rimettere le mani su qualche pezzo che non mi convinceva del tutto".
Taylor domani, 15 settembre, si esibirà in un concerto gratuito a Roma a Piazza del Popolo. Replica lunedì a Milano, al Teatro Smeraldo, a pagamento (ma i biglietti sono già esauriti). La serata di domani sarà una commemorazione dell'11 settembre. "Ma sul palco domani non farò altro che suonare e cantare", precisa. "Non ho preparato qualcosa di speciale da dire perché credo che il modo migliore di ricordare le vittime dell'11 settembre sia, per uno come me, far musica. E la musica dirà più di qualsiasi discorso. Mi esibirò, comunque, anche con quelle canzoni che hanno a che fare con New York".
"Quel giorno ero in tour negli Stati Uniti con la band", continua. "Ricordo che nelle settimane successive viaggiare da una parte all'altra dell'America non era per niente facile ma non dimenticherò mai il fatto che suonare in quei giorni ha aiutato molto la gente che ci ascoltava ed ha aiutato molto anche noi. E'stato incredibilmente emozionante".
Ultima nota, di carattere politico: Taylor su professa "di sinistra", ma poi cerca di bilanciare le sue parole: "Mi risulta davvero difficile parlare male del mio governo in un paese che non è il mio. Comunque posso soltanto dire che sono molto preoccupato per l'attuale situazione. Vorrei che i nostri politici Detto ciò, io sono soltanto un cittadino americano, uno scrittore di canzoni e non un uomo politico. E non voglio esserlo".
(as)
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