UK, slitta ancora l'introduzione delle norme antipirateria 'alla francese'

UK, slitta ancora l'introduzione delle norme antipirateria 'alla francese'

L'introduzione nel Regno Unito delle misure antipirateria digitale "alla francese" (modellate sullo schema Hadopi articolato in tre tappe, due "cartellini gialli" di ammonizione seguiti dall'eventuale sospensione della connessione Internet ai file sharer recidivi) non avverrà prima della fine del 2014 o anche nel 2015. Motivo: le procedure relative alla ripartizione dei costi necessari ad attivare il meccanismo di invio di e-mail e lettere, che devono conformarsi alle linee guida per la gestione del denaro pubblico fissate dal Ministero del Tesoro e che, secondo Music Week, sarebbero ora oggetto di analisi e di discussione.

A gestire l'intero processo, secondo quanto disposto dal Digital Economy Act, sarebbe l'agenzia delle comunicazioni Ofcom, dunque un ente pubblico. Anche se la gran parte dell'onere di spesa spetterebbe alle case discografiche e ai titolari dei copyright, che all'Ofcom dovrebbero pagare direttamente 10 milioni e mezzo di sterline (a copertura dell'invio delle lettere di notifica nei primi 13 mesi) cui aggiungere i 6,3 milioni circa che equivalgono al 75 per cento di un canone fisso destinato a finanziare la distribuzione delle stesse notifiche da parte degli Internet Service Provider.

Il Digital Economy Act, approvato in Parlamento nel 2010, ha avuto finora vita travagliata anche per la ferma opposizione alle norme in materia di antipirateria dei maggiori ISP britannici come BT e TalkTalk.

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